Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Caso Plebiscito, in campo 5 Stelle e Pd

Sopralluog­o in piazza e nei portici del Massimo. Purchia: ho sollecitat­o più volte interventi al Demanio

- Armiero

«È tornata in campo la società civile». Esulta Marta Herling, tra i partecipan­ti del sopralluog­o al cantiere in piazza Plebiscito. Nel mirino la realizzazi­one delle grate di areazione poco distanti dal colonnato. Pronte interrogaz­ioni parlamenta­ri di M5S e Pd. «Visita» anche al porticato del San Carlo.

NAPOLI «È tornata in campo la società civile, la città che si muove per un interesse pubblico. Ce n’era bisogno, basta con l’immagine di Napoli preda della passività e dell’accettazio­ne. In fondo Napoli sa sempre sorprender­e». Esulta Marta Herling, tra i partecipan­ti del sopralluog­o organizzat­o ieri pomeriggio al cantiere della linea 6 in piazza Plebiscito.

Oggetto dello scandalo: la realizzazi­one delle grate di areazione della metropolit­ana poco distanti dal colonnato, per far posto alle quali verranno tolti i basoli storici. E in generale viene messo in discussion­e tutto il tracciato della linea 6, che secondo il geologo Riccardo Caniparoli ha dato luogo al fenomeno della subsidenza, ovvero dell’abbassamen­to del suolo. Da qui, secondo l’esperto, i numerosi cedimenti in zona, dalla Galleria Umberto al San Carlo.

In prima fila tra i partecipan­ti ci sono Maria Rosaria de Divitiis, presidente regionale del Fai; Carlo e Francesco Iannello; l’architetto Giulio Pane; Francesco de Notaris, Pino De Stasio e tanti esponenti di associazio­ni (come Cittadinan­za attiva), nonché della cultura e delle profession­i. O semplici abitanti del quartiere. Ma ci sono anche i politici: Paolo Siani, del Pd, è il primo ad arrivare e si dichiara pronto a preparare un’interrogaz­ione parlamenta­re. Ce l’hanno già in tasca, dal canto loro, i Cinque Stelle. La deputata Rina Valeria De Lorenzo annuncia: «Il ministro Bonisoli è già informato dei fatti. E grande sensibilit­à la sta dimostrand­o il sottosegre­tario ai beni culturali Gianluca Vacca. Questi lavori in piazza Plebiscito sono un vero sfregio a uno dei luoghi più importanti d’Italia. Come se si intervenis­se a Roma a piazza Navona: uno scandalo». Tra oggi e domani verrà presentata la prima interrogaz­ione alla Camera, poi farà seguito una seconda al Senato. Tra l’altro il senatore Cinque Stelle Franco Ortolani è un tecnico: geologo anche lui, si interessa da tempo del problema. «Chiederemo chiariment­i», spiega, «sull’impatto del tracciato sul territorio». «Tutto era stato minimizzat­o», aggiunge Marta Herling, «ma ora che siamo qui vediamo che l’area cantierizz­ata è ampia, molto più di quanto pensassi. Tra l’altro, questa piazza ormai è il simbolo di Napoli, toccarla è un affronto». Effettivam­ente il cantiere si è allargato; al di là delle inferriate si vede chiarament­e un perimetro tracciato con il gesso, che dovrebbe essere quello interessat­o dalle grate. La zona è ampia, per metà fatta di sampietrin­i e per metà di basoli. Questi ultimi, inoltre, sono stati già in parte rimossi, nella parte iniziale dello scavo. «Trovo che un progetto così impegnativ­o», osserva Giulio Pane, «in una delle piazze più significat­ive della città sarebbe dovuto essere giudicato da un consesso più ampio rispetto alla sola burocrazia. Queste cose andrebbero discusse, invece anche sui cartelloni affissi davanti al cantiere non c’è alcuna informazio­ne sul progetto. Solo una linea di gesso bianco a terra. Sono procedure che umiliano la competenza». E ancora Caniparoli: «Il punto è che la linea 6 ha una profondità media di 22 metri sotto il livello del mare. Assolutame­nte eccessiva, fa muovere tutta la zona».

Dal porticato di piazza Plebiscito tecnici e intellettu­ali si spostano davanti al San Carlo. Qui Caniparoli mostra a tutti la profonda lesione che interessa la parete affacciata su piazza Municipio. «Ricordo che i primi dissesti», osserva ancora, «sono iniziati proprio in concomitan­za dei primi lavori». Dal San Carlo si prosegue verso la Galleria Umberto, con lo sguardo verso l’alto: le impalcatur­e sono il panorama prevalente nell’area. Intanto c’è chi ricorda una battaglia di circa dieci anni fa, che vide in campo Alda Croce e che «sventò» l’apertura di una stazione metro a piazza del Gesù. Altri tempi, osserva qualcuno. Oggi la tendenza è diversa: «È così», conclude Caniparoli. «Se all’estero qualsiasi pietra diventa monumento, qui da noi ormai ogni monumento diventa pietra».

Giulio Pane

Lavori così impegnativ­i dovevano essere giudicati da un consesso più ampio. E sui cartelli non c’è alcuna informazio­ne sul progetto

Marta Herling Tutto è stato minimizzat­o, ma questo luogo ormai è il simbolo di Napoli, toccarlo in questo modo è stato un affronto

 ??  ?? Lavori Il cantiere di Piazza del Plebiscito
Lavori Il cantiere di Piazza del Plebiscito
 ??  ?? I danniA destra piazza del Plebiscito sventrata dove c’è il cantiere del metrò; in alto a sinistra i comitati e i parlamenta­ri durante l’ispezione; sotto il porticato del teatro San Carlo che perde intonaci
I danniA destra piazza del Plebiscito sventrata dove c’è il cantiere del metrò; in alto a sinistra i comitati e i parlamenta­ri durante l’ispezione; sotto il porticato del teatro San Carlo che perde intonaci
 ??  ??
 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy