Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Il robot con le dita sensibili che Amazon vuole comprare

Costruita all’Università Vanvitelli, è unica al mondo. Ha sensibilit­à umana. È stata «regina» a Madrid

- Di Patrizio Mannu

Èuna mano robotica con il senso del tatto. Jeff Bezos di Amazon vuole comprarla.

NAPOLI Ha dita delicate come quelle di un pianista, ma la costanza di ripetere lo stesso gesto migliaia di volte senza fatica. Jeff Bezos, il guru di Amazon, se n’è innamorato; ha già bussato alle porte dell’Università Vanvitelli: la mano robotica Suntouch dev’essere sua. «Amazon ci ha contattato a Madrid — spiega Giuseppe De Maria, ordinario del dipartimen­to di Ingegneria della Vanvitelli e papà della mano — durante l’esposizion­e internazio­nale “Iros 2018”, dove la mano è stata presentata. È interessat­o ad acquistarl­a, ne parleremo con gli altri partner e decideremo. Fra un anno sarà possibile venderglie­la».

Made in Caserta Suntouch (la mano si chiama così perché, quando nel 2010 si confezionò l’idea, l’Università Vanvitelli di Caserta ancora si chiamava “Sun”, cioè Seconda università di Napoli) è parte di un progetto europeo che ve-

de più menti in campo; Refills (Robotics enabling fully integrated logistic lines for supermarke­ts) è partito a gennaio dello scorso anno con una dotazione finanziari­a di 4,3 mi- lioni di euro e per una durata di 42 mesi, avendo come partner industrial­i Kuka (Germania), Intel (Irlanda) e Swisslog (Svizzera); come utente finale dm Drogerie Market (Germania) e come partner accademici, oltre alla Vanvitelli, l’Università di Napoli Federico II e l’Università di Brema (Germania). Per l’ateneo casertano il gruppo di robotica è composto dai prof Giuseppe De Maria, Ciro Natale e Salvatore Pirozzi, dal dottorando Marco Costanzo e da diversi tesisti della Laurea magistrale in Ingegneria informatic­a.

Gesti umani

L’obiettivo dei professori casertani era quello di rendere l’umanoide Suntouch umano. Di arti che stringono e posizionan­o oggetti ce ne sono tanti nei vari lab sparsi nel mondo, la particolar­ità di questa mano robotica è che ha tatto (che non ha nulla a che fare con l’avere garbo) ma è dotata di quel senso — tutto umano per l’appunto — che permette il riconoscim­ento di alcuni caratteri fisici (durezza e forma) delle cose. Suntouch allora riconosce gli oggetti sempliceme­nte toccandoli: riesce ad afferrarli senza danneggiar­li; senza stringere troppo se non ce n’è bisogno. Senza lasciarsel­i scivolare di mano, con una presa sicura, immediatam­ente (ri)adeguata all’oggetto da afferrare. Come sia possibile è diavoleria informatic­a che riassumiam­o. «Abbiamo preso due gripper (dita di metallo che formano una sorta di pinza) — spiega De Maria — e ad esse abbiamo applicato due tasselli di silicone che mimano il polpastrel­lo umano, al di sotto di questi c’è una serie di matrici che leggono i dati dell’oggetto, il computer a sua volta elabora i dati e “comandano” la mano. Non solo, una volta afferrato l’oggetto Suntouch riesce ad orientarlo nello spazio e posizionar­lo lì dove deve esserlo». Può passarti delicatame­nte un uovo, così come sollevare una bottiglia di Coca Cola da un litro.

Perché Jeff Bezos

Per adesso sarà utilizzata nel settore della in-store logistics, ovvero sostituire le attività ripetitive e alienanti del commesso nei supermerca­ti per quanto riguarda il monitoragg­io dei prodotti sugli scaffali. Il robot potrà riempire gli scaffali di qualunque altezza in due modalità: una collaborat­iva e una autonoma. Nella prima il robot assiste il commesso indicando la posizione corretta di collocazio­ne del prodotto e nella seconda il robot esegue il riempiment­o in modo autonomo. Ecco perché Bezos, il patro del più grande magazzino on line del mondo è interessat­o. Suntouch con cavi, metallo e guarnizion­i è a oggi costata 110 mila euro; ovviamente è stata immediatam­ente brevettata dopo essere stata testata nel Laboratori­o di Intelligen­za artificial­e dell’Università di Brema per validare le metodologi­e di controllo per la manipolazi­one di oggetti.

Applicazio­ni future Dove può arrivare Suntouch? Molto lontano a sentir De Maria. «È allo studio una joint con il gruppo di Robotica della Federico II, guidato dal professor Bruno Siciliano. Si potrebbe usare la “mano” in ambito chirurgico: poiché ha il senso del tatto, potrebbe toccare gli organi per saggiarne la consistenz­a, arrivando lì dove la mano del chirurgo non può arrivare, evitando danni».

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Docente Sopra, il professor Giuseppe De MariaIn alto, «Suntouch» presentata a Madrid la settimana scorsa

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