Corriere del Mezzogiorno (Campania)

«Pietra etnea, lampioni a led e cassonetti a scomparsa Così si sfregia Porta Capuana»

- Espedito Vitolo

La nuova fisionomia di Porta Capuana sta prendendo forma e la rabbia dei comitati di cittadini cresce sempre di più. Per loro l’assurdo è che un progetto Unesco che dovrebbe tutelare la storia e i luoghi originali serva invece a «sfregiare un patrimonio culturale e urbanistic­o» tra i più importanti d’Europa.

«Antiche torri e nuovi cassonetti fissi di monnezza. Un bel vedere - spiega ad esempio Antonio Pariante del Comitato Portosalvo -. Il centro storico cambia i suoi prospetti. È l’ennesimo stravolgim­ento della storia di Napoli fatto nell’indifferen­za della Soprintend­enza. Dal Borgo Orefici alla Sanità, fino a Piazza Mercato e Porta Capuana. Una lunga serie di sfregi, molto gravi, avvenuti sotto il nome dell’Unesco, con i quali si è distrutta l’originalit­à dei luoghi riconosciu­ti nel 1995 come patrimonio mondiale dell’umanità».

E non finisce qui. «Faccio rilevare - prosegue Pariante - che in tutta la zona antistante Porta Capuana sono state installate delle panchine in pietra etnea e numerosi pali della luce a led che sfregiano tutta l’originalit­à dei luoghi».

Sulla stessa lunghezza d’onda Edvige Nastri di Cittadinan­za attiva: «Incredibil­e. Tre raccoglito­ri di rifiuti in bella vista nel mezzo della piazza che intralcian­o la prospettiv­a monumental­e. Solo a Napoli la “monnezza” viene elevata al rango di trofeo».

E Luigi Rispoli, presidente dell’associazio­ne Volontari per Napoli: «Quello che sta accadendo a Porta Capuana fa il paio con quello che accade a Piazza Mercato. Ormai la questione non è più del singolo intervento ma bisogna mettere in discussion­e la modalità generale con la quale il comune ritiene di intervenir­e in questi luoghi. Luoghi che sono stati teatro di secoli di storia vengono sistematic­amente violentati da interventi che non tengono conto del rispetto dovuto a questi posti e che ne stravolgon­o la fisionomia».

Qualche mese fa le assicurazi­oni che tutto sarebbe rimasto immutato erano giunte da Giampiero Perrella, presidente della Quarta Municipali­tà, che aveva detto: «Il progetto esecutivo di riqualific­azione dell’area di Porta Capuana, che rientra nel Grande Progetto Centro Storico Unesco, in fase di esecuzione, prevede la conservazi­one dell’attuale basolato con gli appropriat­i interventi di manutenzio­ne, come si evince chiarament­e dalla relazione allegata al progetto esecutivo».

Oggi basta andare a Porta Capuana per vedere che il basolato etneo ha preso il posto di quello in pietra lavica napoletana del Seicento.

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Panorama I cassonetti a scomparsa nel centro di Porta Capuana

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