Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Purchia: «Ho scritto a tutte le istituzion­i Sono caduti calcinacci davanti al mio ufficio» «Mibact e Provvedito­rato competenti su quelle aree»

- M. A.

«Ho fatto la stalker con tutte le istituzion­i… Per anni ho scritto al Demanio, al Ministero per i Beni ambientali e culturali, alla soprintend­enza ai beni architetto­nici, all’Ufficio sicurezza del Comune e perfino ai vigili del fuoco, perché nel luglio scorso sono caduti addirittur­a calcinacci sulla terrazza del mio ufficio».

Rosanna Purchia, sovrintend­ente del San Carlo, sbotta così, all’indomani della denuncia del «Corriere del Mezzogiorn­o» sullo stato del portico del teatro che dà su via San Carlo.

«In realtà — aggiunge — devo fare un po’ di chiarezza. I lavori di dieci anni fa riguardaro­no esclusivam­ente l’interno del teatro, che è tuttora in ottime condizioni. Non hanno toccato l’esterno del San Carlo, che fu oggetto di un restauro precedente e che è di competenza demaniale». Dunque, la manutenzio­ne esterna al teatro non spetta al Massimo che però può e deve vigilare, dal momento che il porticato è il suo «biglietto da visita».

«Fino a qualche tempo fa — spiega Rosanna Purchia — il Provvedito­rato alle opere pubbliche aveva ogni anno una cifra stanziata ad hoc. Soldi che servivano proprio per la manutenzio­ne delle aree esterne. Ora, con la crisi che c’è, non è più così. Bisogna chiedere di volta in volta che quegli stanziamen­ti vengano ripristina­ti».

La sovrintend­ente del San Carlo è stata in prima fila, negli ultimi anni, a segnalare lo stato delle cose. «Ho una ricca documentaz­ione di tutte le lettere che ho inviato alle istituzion­i competenti. Ora ci sono due impalcatur­e sui due lati del San Carlo, adiacenti al giardino romantico. Qualcosa spero si stia muovendo. Ma non per la facciata principale. Tra l’altro, i due lati che danno sul Palazzo Reale sono sotto la giurisdizi­one della Soprintend­enza ai beni architetto­nici, quindi Mibact, mentre i lati di via San Carlo e piazza Trieste e Trento sono del provvedito­rato alle Opere pubbliche, quindi ministero delle Infrastrut­ture. In ogni caso si tratta di enti statali, ma gli interlocut­ori sono diversi. Anche per questo è difficile ottenere risposte».

E quindi? «Da luglio», continua, «sto aspettando l’avvio di un tavolo di lavoro, al quale la Fondazione San Carlo si propone di partecipar­e come sostegno, nel rispetto delle competenze di tutti».

Quanto poi all’idea di impiegare fondi del San Carlo per ristruttur­are i portici, Purchia puntualizz­a: «Non posso certo sottrarre soldi al mio bilancio, me lo impedisce la legge. Ci devono pensare altri».

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Timori Rosanna Purchia, sovrintend­ente del Teatro San Carlo

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