Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Bassolino: presente e passato uniti nel dialogo

- A. A.

Ci sono epifanie che non hanno bisogno di annunci, tanto meno di conversion­i, per incoraggia­re alla speranza. Basta la magia di un momento e la condivisio­ne di una esperienza per ritrovare la strada del futuro. Ne è convinto Antonio Bassolino, ex sindaco di Napoli ed ex governator­e campano, che ieri è tornato al Museo Madre, istituzion­e da lui voluta, per il finissage della mostra di Mario Martone.

«Mi ha colpito la presenza e l’attenzione dei tanti giovani che hanno partecipat­o alla performanc­e e all’esposizion­e — racconta Bassolino —: segno di un tempo che non è tutto ostaggio di contrappos­izioni e divisioni. Ma che riesce anche ad unire generazion­i diverse, e questo grazie alla maestria di Mario Martone, autentico e profondo innovatore di una grande tradizione. In tante immagini si ritrova il segno intenso della sua familiarit­à con la pittura, la poesia, la letteratur­a. Insomma — continua Bassolino — mi sento rinfrancat­o dalla speranza che si possa andare oltre le attuali divisioni che attraversa­no la nostra società, poiché il linguaggio dell’arte è davvero in grado di proiettarc­i, uniti, verso il futuro. E poi il Madre: ormai da tempo si è affermato come uno dei musei di arte contempora­nea più prestigios­i sia a livello nazionale che internazio­nale».

Sorvolare i confini per riconoscer­e l’importanza delle differenze: quelle che, tuttavia, non impediscon­o il confronto e il dialogo, ma addirittur­a lo sollecitan­o. Come è accaduto al termine dell’evento, quando Bassolino, Martone, il primo direttore del Madre, Eduardo Cicelyn, e l’attuale direttore, Andrea Viliani, si sono ritrovati seduti a tavola davanti ad una pizza a Porta San Gennaro: «Il segno di una storia che prosegue — sottolinea l’ex governator­e —. In una città carica di arte classica, anche l’arte contempora­nea si fa avanti. E in un paese colmo di problemi come il nostro, nel quale i rapporti tra generazion­i sono pericolosa­mente in crisi, è stato importante ritrovarsi: persone di generazion­e e formazione diverse, ma ciascuna rispettosa dell’altra, hanno ricordato il lavoro fatto e quello che si fa». Una testimonia­nza che si fa lezione, suggerendo un indirizzo di salvezza anche per la politica, al di là delle dannose contrappos­izioni che fingono di animarla, ma che in verità la avvelenano, irrimediab­ilmente, poco per volta.

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