Ba­gno­li, l’ad­dio di Na­sta­si: «Flo­ro Flo­res de­ci­da da so­lo»

«In tre an­ni ab­bia­mo get­ta­to le ba­si, pen­so che il Go­ver­no non fa­rà man­ca­re i fon­di ne­ces­sa­ri al­la fa­se ese­cu­ti­va»

Corriere del Mezzogiorno (Campania) - - DA PRIMA PAGINA - Di Pao­lo Cuoz­zo

«Flo­ro Flo­res fa­rà cer­ta­men­te be­ne e non ha bi­so­gno dei miei con­si­gli. L’unica co­sa che mi sen­to di dir­gli è di ascol­ta­re tut­ti ma di de­ci­de­re in as­so­lu­ta au­to­no­mia». Co­sì l’ex commissario di Ba­gno­li, Sal­vo Na­sta­si, nell’intervista al Cor­mezz.

Tre an­ni vis­su­ti tra la pre­si­den­za del Con­si­glio, co­me vi­ce­se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le, e il com­mis­sa­ria­to straor­di­na­rio di Ba­gno­li. Fi­no al 4 set­tem­bre scor­so. Poi, Sal­vo Na­sta­si ha pre­so car­ta e pen­na e ha sa­lu­ta­to. Si è fat­to da par­te: ha la­scia­to ma­ni li­be­re a chi era ve­nu­to do­po il go­ver­no Ren­zi. «Il mio man­da­to non ha sca­den­za, ma so­no un fun­zio­na­rio del­lo Sta­to e il mio man­da­to è a di­spo­si­zio­ne del­lo Sta­to», ri­pe­te­va ne­gli ul­ti­mi tem­pi Na­sta­si. Che cer­to non se ne sta con le ma­ni in ma­no: è ri­ma­sto in­fat­ti al­la pre­si­den­za del Con­si­glio per col­la­bo­ra­re con il mi­ni­stro per il Sud, Bar­ba­ra Lez­zi, co­me coor­di­na­to­re di «Ma­te­ra 2019 Ca­pi­ta­le eu­ro­pea del­la cul­tu­ra» ed è en­tra­to nel Cda del­la Siae. Inol­tre, l’ex mi­ni­stro del­la Cul­tu­ra, Mas­si­mo Bray, gli ha chie­sto di af­fian­car­lo co­me con­si­glie­re de­le­ga­to di Edi­ta­lia Trec­ca­ni Spa.

Na­sta­si, do­po tre an­ni di la­vo­ro la sua ri­nun­cia. Ha gio­ca­to d’an­ti­ci­po, vi­sto che era mu­ta­to il qua­dro po­li­ti­co, lei era sta­to no­mi­na­to da Ren­zi, ne­mi­co sia del­la Le­ga che del M5S.

«Fan­ta­po­li­ti­ca fran­ca­men­te. Ho fat­to il commissario per tre an­ni con Go­ver­ni di­ver­si, la ma­te­ria è com­ples­sa e si è chiu­so un pri­mo ci­clo di ini­zia­ti­ve. È sa­cro­san­to che il nuovo ese­cu­ti­vo scel­ga un commissario di pro­pria fi­du­cia. Io so­no un fun­zio­na­rio pub­bli­co ed è giu­sto che ruo­ti ne­gli in­ca­ri­chi. Av­vie­ne co­sì an­che per i pre­fet­ti».

Di­ca la ve­ri­tà, pe­rò: avreb­be pre­fe­ri­to che il nuovo go­ver­no ter­mi­nas­se il com­mis­sa­ria­men­to.

«Io ho mes­so l’ani­ma in que­sto in­ca­ri­co. È so­no or­go­glio­so di tut­ti i ri­sul­ta­ti che ab­bia­mo con­se­gui­to. Ma ri­pe­to: giu­sto co­sì».

Si aspet­ta­va un no­me co­me quel­lo di Flo­ro Flo­res?

«No, per­ché non lo co­no­sce­vo. Ha un cur­ri­cu­lum com­ple­ta­men­te di­ver­so dal mio, ma di as­so­lu­to ri­lie­vo. Fa­rà cer­ta­men­te be­ne».

Ha no­ta­to che a lui il mon­do po­li­ti­co ha ri­ser­va­to un’ac­co­glien­za di­ver­sa? Lei fu mes­so sul­la gra­ti­co­la per al­me­no un an­no. Co­me mai?

«Io so­no sta­to no­mi­na­to do­po 22 an­ni di nul­la. Con una cit­ta­di­nan­za giu­sta­men­te stu­fa di aspet­ta­re ed una con­trap­po­si­zio­ne tra Go­ver­no e Co­mu­ne di Na­po­li mol­to for­te. Ma que­sto so­lo all’ini­zio. Poi, con il la­vo­ro quo­ti­dia­no l’at­mo­sfe­ra è cam­bia­ta pro­fon­da­men­te. La col­la­bo­ra­zio­ne a tut­ti i li­vel­li è sta­ta in­ten­sis­si­ma e pro­fi­cua».

Che con­si­glio si sen­te di da­re a Flo­ro Flo­res?

«Non ha bi­so­gno di al­cun con­si­glio. È un pro­fes­sio­ni­sta che ha rag­giun­to gran­di suc­ces­si nel­la vi­ta. Se pro­prio do­ves­si dar­glie­ne uno, gli di­rei di ascol­ta­re sem­pre tut­ti, ma poi di de­ci­de­re lui in as­so­lu­ta au­to­no­mia».

Ba­gno­li com­mis­sa­ria­ta da più di tre an­ni, ep­pu­re in tan­ti di­co­no che non si sia vi­sta una so­la ru­spa in azio­ne.

«Chi di­ce co­sì pur­trop­po non co­no­sce il la­vo­ro che si è fat­to. Ba­ste­reb­be pe­ral­tro da­re un oc­chia­ta al si­to de­di­ca­to a Ba­gno­li del­la pre­si­den­za del Con­si­glio per ren­der­se­ne con­to. Quan­do mi so­no in­se­dia­to ho tro­va­to il gro­vi­glio am­mi­ni­stra­ti­vo, giu­di­zia­rio, scien­ti­fi­co e fi­nan­zia­rio tra i più com­ples­si dal do­po­guer­ra ad og­gi. Ed è sta­to sbro­glia­to».

Pe­rò que­ste ma­tas­se sbro­glia­te non si ve­do­no trop­po.

«In­ve­ce sì. Ec­co­me. Ab­bia­mo af­fron­ta­to e ri­sol­to, con il sog­get­to at­tua­to­re In­vi­ta­lia, no­di che ave­va­no bloc­ca­to tutto per an­ni. La scel­ta de­fi­ni­ti­va e co­rag­gio­sa del­la ri­mo­zio­ne del­la col­ma­ta, la co­no­scen­za esat­ta del li­vel­lo di in­qui­na­men­to di ter­ra e di ma­re, un pia­no di bo­ni­fi­ca con­di­vi­so a tut­ti i li­vel­li, il sal­va­tag­gio dal­la spe­cu­la­zio­ne di cen­ti­na­ia di et­ta­ri di Ba­gno­li Fu­tu­ra fal­li­ta, le ga­re per la pro­get­ta­zio­ne de­fi­ni­ti­va e per la ri­mo­zio­ne dell’amian­to, la messa in si­cu­rez­za di un area va­stis­si­ma e tan­to, tan­to al­tro. Le sem­bra po­co?».

Be­ne. Ri­pe­to, pe­rò: quan­do ve­dre­mo real­men­te le ruspe in azio­ne?

«Le ruspe si ve­dran­no pre­sto. Fan­no par­te del­la fa­se ese­cu­ti­va che si apri­rà a bre­ve. Sen­za il la­vo­ro di que­sti tre an­ni non si sa­reb­be po­tu­to nem­me­no par­la­re di bo­ni­fi­ca».

Nel­la re­la­zio­ne di fi­ne man­da­to lei ha po­sto l’ac­cen­to sui fon­di per Ba­gno­li, sen­za i qua­li non par­to­no le ga­re. Ma non era­no sol­di si­cu­ri quel­li per la bo­ni­fi­ca?

«I Go­ver­ni pre­ce­den­ti han­no mes­so le ri­sor­se ne­ces­sa­rie per ar­ri­va­re fin qui. Non ho mo­ti­vo di ri­te­ne­re che non ar­ri­ve­ran­no quel­le ne­ces­sa­rie per pro­se­gui­re. Era mio do­ve­re, an­dan­do via, se­gna­la­re l’esat­to fab­bi­so­gno per il fu­tu­ro».

La sod­di­sfa il pro­get­to Ba­gno­li, cioè la sin­te­si tro­va­ta tra le idee del go­ver­no e quel­le del Co­mu­ne di Na­po­li?

«Mi sod­di­sfa mol­to. È la no­stra im­po­sta­zio­ne mi­glio­ra­ta e ar­ric­chi­ta dal Co­mu­ne e dal­la Re­gio­ne. Una perfetta sin­te­si di col­la­bo­ra­zio­ne isti­tu­zio­na­le. Bi­so­gne­reb­be pren­der­la ad esem­pio in al­tre aree del Pae­se».

Quan­to ha in­ci­so la lun­ga que­rel­le con de Ma­gi­stris? Con­tro di lei si op­po­se, ri­cor­se al Tar, ora si di­ce pron­to a coo­pe­ra­re con Flo­ro Flo­res. An­che per­ché na­po­le­ta­no.

«Sul­la que­stio­ne del “na­po­le­ta­no” mi di­spia­ce per­ché io mi sen­to na­po­le­ta­no da an­ni. Non pen­so che so­lo chi na­sce a Na­po­li ab­bia l’esclusiva per po­ter­la ama­re pro­fon­da­men­te. Per quan­to ri­guar­da il tem­po per­so, c’è sta­to per quel­le ten­sio­ni ini­zia­li. Ma poi lo ab­bia­mo re­cu­pe­ra­to con tran­quil­li­tà».

In­fat­ti, al­la fi­ne con il sin­da­co ave­va­te tro­va­to un pun­to di in­te­sa, il pro­get­to Ba­gno­li è con­di­vi­so da Co­mu­ne e Go­ver­no.

«Ap­pun­to. Pre­sto ci si è resi con­to che il commissario Na­sta­si non rap­pre­sen­ta­va né spe­cu­la­to­ri né af­fa­ri­sti, co­me qual­cu­no pen­sa­va. An­zi. Mi so­no bat­tu­to per ri­por­ta­re al­la pro­prie­tà pubblica le aree ed ho av­via­to espro­pri che in po­chi avreb­be­ro avu­to il co­rag­gio di at­tua­re. Ol­tre a que­sto, cre­do che la pie­na e lea­le col­la­bo­ra­zio­ne ab­bia con­vin­to i miei in­ter­lo­cu­to­ri».

Ter­mi­na­to l’in­ca­ri­co di vi­ce­se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le del­la pre­si­den­za del con­si­glio e quel­lo di commissario per Ba­gno­li, ora Na­sta­si a co­sa si de­di­che­rà?

«Tor­no fi­nal­men­te al mio mon­do: la cul­tu­ra. Ne ho pro­prio bi­so­gno. Per ora».

L’in­te­sa Al­la fi­ne con il sin­da­co ab­bia­mo tro­va­to una lea­le col­la­bo­ra­zio­ne e la sin­te­si del pro­get­to mi sod­di­sfa mol­to vi­ste le pre­mes­se

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