VALERIY SOKOLOV VIOLINO UCRAINO AL SAN CAR­LO

Per la pri­ma vol­ta al Mas­si­mo con l’Or­che­stra sta­bi­le e il di­ret­to­re Ju­raj Val­cu­ha Il vir­tuo­so: «Che do­lo­re ho pro­va­to per gli al­be­ri di­strut­ti dal nu­bi­fra­gio Per se­co­li i più gran­di liu­tai ne han­no trat­to Stra­di­va­ri, io ne suo­no uno del 1703»

Corriere del Mezzogiorno (Campania) - - TEMPO LIBERO - Da­rio Asco­li

«Il nu­bi­fra­gio che ha di­strut­to i bo­schi da cui per se­co­li i più gran­di liu­tai da Stra­di­va­ri — del qua­le io suo­no un violino del 1703 — in poi han­no trat­to pre­zio­so le­gna­me, ha fe­ri­to il mio ani­mo».

A par­la­re è il vio­li­ni­sta ucraino Valeriy Sokolov che al­le 18 sa­rà per la pri­ma vol­ta sul pal­co del Tea­tro San Car­lo con l’Or­che­stra sta­bi­le, e il di­ret­to­re mu­si­ca­le Ju­raj Val­cu­ha sul po­dio. «Il pro­ble­ma am­bien­ta­le — con­ti­nua — è le­ga­to al­la stes­sa so­prav­vi­ven­za dell’uma­ni­tà e me­ri­ta at­ten­zio­ne ben mag­gio­re e in ogni pae­se del mon­do nes­su­no esclu­so. Per­so­nal­men­te nei ge­sti quo­ti­dia­ni mi pre­oc­cu­po di ri­dur­re gli im­pat­ti po­ten­zial­men­te dan­no­si per il cli­ma e per l’eco­si­ste­ma: di­fen­den­do un bo­sco og­gi si sal­va­no la te­sti­mo­nian­za di un pas­sa­to e la vo­ce di un fu­tu­ro».

La Rus­sia nel­le de­cli­na­zio­ni pre e po­st-ri­vo­lu­zio­na­rie sa­rà pro­ta­go­ni­sta del pro­gram­ma che si apri­rà con il «Val­zer da con­cer­to n. 1 in re mag­gio­re, op. 47» di Gla­zu­nov per pro­se­gui­re con il ce­le­bre e in­ten­so Con­cer­to n. 2 in sol mi­no­re per violino e or­che­stra, op. 63’ di Pro­kof’ev, par­ti­tu­ra co­smo­po­li­ta per le di­ver­se cit­tà in cui il com­po­si­to­re rea­liz­zò i mo­vi­men­ti del con­cer­to.

Fi­na­le or­che­stra­le con le «Dan­ze Sin­fo­ni­che» di Ra­ch­ma­ni­nov, che l’au­to­re vol­le epi­gra­fa­re con la fra­se «I Thank Thee, Lord» («Ti rin­gra­zio, Si­gno­re») a rap­pre­sen­ta­re un au­ten­ti­co te­sta­men­to non so­lo mu­si­ca­le, ma spi­ri­tua­le nell’ac­ce­zio­ne più pro­fon­da.

E sul pro­gram­ma di sta­se­ra il so­li­sta di­ce: «Mi è sta­to chie­sto di suo­na­re il Con­cer­to per violino n.2 di Pro­kof’ev con la di­re­zio­ne del mae­stro Val­cu­ha, con cui ho un rap­por­to e un’in­te­sa me­ra­vi­glio­si, e ne so­no sta­to en­tu­sia­sta. In tut­to il pro­gram­ma, ma in par­ti­co­la­re nel con­cer­to, c’è tan­ta Rus­sia di epo­che im­me­dia­ta­men­te pre­ce­den­ti e se­guen­ti la rivoluzione; la mu­si­ca parla di no­stal­gie e di spe­ran­ze, ma si de­con­te­stua­liz­za e ri­ma­ne at­tua­le sem­pre».

Na­po­li ha da­to mol­to al­la mu­si­ca rus­sa du­ran­te il set­te­cen­to e ciò non sfug­ge a Sokolov che con­clu­de: «È una cit­tà spe­cia­le con una sto­ria straor­di­na­ria e so­no avi­do di ap­pren­de­re an­co­ra mol­to su Na­po­li: un mo­ti­vo in più per ri­te­ner­mi for­tu­na­to di esi­bir­mi nel­lo splen­di­do Tea­tro di San Car­lo».

Pro­ta­go­ni­sta Valeriy Sokolov sa­rà al San Car­lo Tren­ta­due an­ni, è na­to in Ucrai­naRe­ci­talOg­gi, al­le 11, al Mu­seo del Tes­si­le e dell’Ab­bi­glia­me nto «Ele­na Al­do­bran­di­ni» (piaz­zet­ta Mon­dra­go­ne 18, Na­po­li) è in pro­gram­ma il re­ci­tal con­clu­si­vo de «Il Mag­gio del Pia­no­for­te». Al ter­mi­ne dell’esi­bi­zio­ne del se­sto e ul­ti­mo fi­na­li­sta, Lu­ca Lio­ne, che ese­gui­rà pa­gi­ne di Ba­ch-Si­lo­ti, Haydn, Liszt, Cho­pin e Skr­ja­bin, ver­rà pro­cla­ma­to il gio­va­ne ta­len­to un­der 35 che avrà ot­te­nu­to il pun­teg­gio più al­to as­se­gna­to dal pub­bli­co in sa­la. Per re­go­la­men­to del con­te­st, il pri­mo clas­si­fi­ca­to sa­rà in­vi­ta­to a esi­bir­si nel­la sta­gio­ne con­cer­ti­sti­ca 2019 del Mag­gio del­la Mu­si­ca.

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