«Sha­ke­spea­Re» co­mi­co e scur­ri­le, tra­gi­co e no­bi­le

Corriere del Mezzogiorno (Campania) - - TEMPO LIBERO - Di Van­ni Fon­di

È sem­pre una scom­mes­sa in­tri­gan­te tor­na­re a ve­de­re uno spet­ta­co­lo a di­stan­za di tem­po. Nell’oc­ca­sio­ne si par­la del lon­ge­vo «Sha­ke­spea­Re di Na­po­li» di Rug­ge­ro Cap­puc­cio, ri­sa­len­te al 1994. Eb­be­ne, nel­la ri­pre­sa in sce­na al San­na­za­ro fi­no a og­gi al­le 18, il te­sto cul­to del dram­ma­tur­go par­te­no­peo è ap­par­so an­cor più cre­di­bi­le nel­la sfio­ri­ta gio­ven­tù dei due pro­ta­go­ni­sti, Zo­roa­stro e De­si­de­rio, e in par­ti­co­la­re di que­st’ul­ti­mo (in­ter­pre­ta­to da un sem­pre ap­pas­sio­na­to Clau­dio Di Pal­ma) fug­gi­to da Lon­dra a Na­po­li, vi­sta l’im­pos­si­bi­li­tà ana­gra­fi­ca di re­ci­ta­re an­co­ra i ruo­li del­le gio­va­ni pro­ta­go­ni­ste, af­fi­da­ti dal Bar­do in per­so­na. Men­tre nel­la pro­va di Ci­ro Da­mia­no, ma più in ge­ne­ra­le nel to­no dell’in­te­ra scrit­tu­ra, ri­tor­na for­te il sa­po­re di quel tea­tro po­st de­si­mo­nia­no, che avreb­be fat­to da no­bi­le con­ci­me per la Nuo­va Dram­ma­tur­gia dei Mo­sca­to e dei Ruc­cel­lo. E a cui va ag­giun­to di di­rit­to il na­po­le­ta­no ar­cai­co e den­so di Cap­puc­cio, nel suo gio­co poe­ti­co fra l’al­to e il bas­so, il no­bi­le e lo scur­ri­le, la co­mi­ci­tà sgua­ia­ta e la tra­ge­dia no­bi­le.

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