Corriere del Mezzogiorno (Campania)

In campo tanta confusione e poco equilibrio I nuovi mali della squadra

Ancelotti cambia anche modulo e uomini ma non serve

- Ciro Troise

Gli azzurri dopo la settimana

NAPOLI burrascosa dell’ammutiname­nto per il ritiro con la contestazi­one, le polemiche che hanno condiziona­to la vigilia della sfida contro il Genoa, non avverte alcuna scossa. La scarsa serenità rende tutto più complicato, la tensione per quanto accaduto si nota nelle scelte degli attaccanti azzurri negli ultimi venti metri. L’aspetto mentale toglie ulteriore intensità e reattività, amplifica i problemi che il Napoli di Ancelotti esprime a fasi alterne da inizio stagione impedendo alla squadra d’avere continuità.

Thiago Motta, guardando gli spazi concessi dagli azzurri, ha avuto il rammarico di non poter contare su Kouamè, un giocatore devastante nelle ripartenze perché impegnato nella Coppa d’Africa Under 23. Davide Ancelotti dopo Roma-Napoli aveva sottolinea­to i limiti in fase di non possesso, ieri il Napoli ha tenuto la porta inviolata dopo cinque partite consecutiv­e ma ha concesso comunque varie palle-gol al Genoa, la più nitida a Pinamonti che non è riuscito a segnare grazie al salvataggi­o di Koulibaly.

Il Napoli non ha equilibrio, è facilmente attaccabil­e tra le linee perché nell’interdizio­ne non c’è intensità con Zielinski e Fabian Ruiz sempre in difficoltà nelle transizion­i difensive. Il Genoa ha avuto una percentual­e di possesso palla più alta del Napoli, è riuscito spesso a conquistar­e con il palleggio il dominio nella metà campo avversaria colpendo soprattutt­o nel secondo tempo più volte sulle corsie laterali. Agli avversari basta poco per limitare la proposta della squadra di Ancelotti: fare densità in mezzo al campo, verticaliz­zare tra le linee o in ampiezza con le sovrapposi­zioni degli esterni bassi. Gli azzurri nella prima frazione di gioco hanno stabilito il record negativo d’occasioni create facendo fatica a liberare gli spazi negli ultimi venti metri grazie ad un palleggio lento e compassato con pochi movimenti senza palla.

Lo scarso equilibrio in mezzo al campo fa in modo che la squadra sia lunga, non abbia intensità ed efficacia nel pressing alto e in poche occasioni riesce a recuperare il pallone nei pressi dell’area avversaria. Ancelotti nel corso della ripresa è passato prima al 4-3-3 e poi al 4-2-3-1, le variazioni tattiche hanno aiutato il Napoli che, approfitta­ndo anche del calo del Genoa, ha sofferto di meno e sfiorato il gol con il colpo di testa di Elmas parato da Radu. Il gol non è arrivato e i fischi del San Paolo sono stati intensi a fine partita.

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