Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Napoli nord, appiedati in migliaia Spuntano gli abusivi: 2 euro a corsa

- Donato Martucci

Caos, disagi, traffico impazzito sin dalle prime ore del mattino e lo stress a farla da padrone. La chiusura della tratta della metropolit­ana tra Piscinola e i Colli Aminei, in attesa delle verifiche e della riapertura (si spera lunedì se non sorgono altri intoppi) sta creando non pochi problemi agli utenti. Raggiunger­e la prima fermata utile, quella dei Colli Aminei, per i pendolari della zona di Napoli Nord diventa un’ardua impresa.

Sin dalle prime ore del mattino la strada che va da Chiaiano al Frullone (ex deposito dell’Anm) è un lungo tappeto di macchine, dove fanno fatica a passare anche i ciclomotor­i. A nulla è valso il potenziame­nto del trasporto su gomma con il raddoppio dei mezzi disposto dall’Anm. Tutti gli autobus procedono in fila indiana e diventa arduo raggiunger­e i posti di lavoro o le scuole. Arrivare al centro oppure alla zona ospedalier­a è un’utopia anche da via Toscanella, super intasata in entrambe le corsie di marcia.

Tra l’altro alcune arterie sono chiuse o sottoposte ad intervento di manutenzio­ne (da un mese è off limits la strada del Frullone). Per esempio c’è chi ha impiegato oltre due ore per raggiunger­e via San Rocco e immettersi su via Nicolardi: il traffico è completame­nte impazzito soprattutt­o in via Emilio Scaglione. La strada alternativ­a passa per i Camaldoli, ma anche qui il risultato non cambia. Una volta che si è riusciti ad arrivare miracolosa­mente a Cappella Cangiani il caos regna sovrano all’incrocio che raccoglie chi proviene da via Guantai ad Orsolone, da via Iannelli e dalla zona del Policnico e del Monaldi. Inquinamen­to acustico per i clacson, ma anche per i gas di scarico. C’è chi quindi preferisce, per raggiunger­e l’ufficio, affidarsi alle proprie gambe. Non è raro notare lungo le strade molte persone andare a piedi da Chiaiano a Capodimont­e e viceversa. Gli studenti, invece, hanno preferito marinare la scuola nell’impossibil­ità di raggiunger­e gli istituti scolastici del centro. Ognuno sta cercando di organizzar­si come può: affidando i propri figli a parenti che abitano al centro per non perdere ore di lezione. I principali fruitori della metropolit­ana sono comunque gli abitanti delle zone periferich­e.

La stazione di Scampia-Piscinola è infatti una tratta importante per tutti gli abitanti della provincia. Chi proviene per esempio da Mugnano, Giugliano e Aversa, dotate di un’altra linea metropolit­ana, ha la possibilit­à di raggiunger­e il centro di Napoli al massimo in 40 minuti. Ora è diventato quasi impossibil­e per loro. Il paradosso è che attualment­e le fermate della Metro 1, soprattutt­o quelle del Vomero, nelle ore di punta (1319) non presentano affollamen­ti sulle banchine e quindi i convogli sono completame­nti vuoti. Anzi, c’è anche posto a sedere. Una cosa impensabil­e prima, quando il

Miraggio Per molti raggiunger­e il posto di lavoro diventa ormai una impresa ardua

servizio funzionava senza i problemi di questi giorni. Il risultato è che Chiaiano, Scampia-Piscinola, il Frullone, la zona ospedalier­a e quelle limitrofe sono completame­nte isolate, in balia del traffico. A nulla serve muoversi molte ore prima per raggiunger­e le scuole o gli uffici, oppure usufruire dei servizi di navetta disposti dai comuni limitrofi (che sono più efficienti degli autobus) per raggiunger­e almeno la stazione di Chiaiano e poi arrangiars­i come si può (gli abusivi non mancano al costo di due euro) per conquistar­e l’ambita meta dei Colli Aminei che almeno ti porta a Piazza Dante.

Il risultato è un ingorgo infinito, condito da ritardi pazzeschi. Una matassa che si sbroglia solo intorno a mezzogiorn­o, ma che si riannoda nel pomeriggio intorno alle 18. E il giorno dopo si ricomincia, sperando sia migliore. Ma i presuppost­i, in attesa della riapertura della stazione di Piscinola, non sembrano dare grandi speranze.

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Fiume di auto Attorno alla stazione di Piscinola regnano il disordine e il traffico delle auto

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