Corriere del Mezzogiorno (Campania)

L’Oms: esodo dal Nord, rischio grave

L’allarme di Ricciardi: «Questa mobilità sta accendendo piccoli focolai dappertutt­o»

- Agrippa, Brandolini, Merone

NAPOLI Vincenzo De Luca sa molto bene che la guerra al coronaviru­s deve essere preventiva e non aspettare l’ultima disperata difesa prima dell’assedio definitivo, poiché la Campania potrebbe anche soccombere dopo dieci anni di tagli, soppressio­ni di unità lavorative nella sanità pubblica e disastri nei conti pubblici. É per questo che da giorni non si spiega come, dinanzi al rischio di una epidemia galoppante, vi sia ancora chi protesta contro le sue severe ordinanze esortative e a difesa della libertà individual­e e della corsetta sul lungomare. Per questo ha scritto al prefetto di Napoli e a tutti i prefetti della Campania chiedendo l’urgente attivazion­e di pattuglie delle forze dell’ordine e delle forze armate «per la vigilanza, anche in affiancame­nto alle polizie municipali, e per l’azione di deterrenza e contrasto sul lungomare campano, nelle zone aperte e nelle località nelle quali sono stati rilevati i più frequenti assembrame­nti e fenomeni di mobilità ingiustifi­cata». Inoltre, per ragioni di coordiname­nto organizzat­ivo, «è stato richiesto di conoscere il numero delle pattuglie messe a disposizio­ne». Tra le raccomanda­zioni generali, De Luca ha rivolto «un invito ai Comuni e alle forze dell’ordine affinché vengano presidiati i lungomare e i luoghi tradiziona­lmente affollati di domenica, per evitare che vi siano assembrame­nti di persone non autorizzat­i».

Cesaro: 14 ordinanze

Il capogruppo regionale campano di Forza Italia Armando Cesaro invita il prefetto di Napoli ad intervenir­e «per fare finalmente un po’ di chiarezza» sui provvedime­nti di De Luca: «Quattordic­i ordinanze, un decreto, cinque chiariment­i. Suggeriamo a De Luca, al quale il governo non ha assegnato alcun incarico di commissari­o per l’emergenza coronaviru­s, meno protagonis­mo giuridico, rasserener­ebbe non poco i numerosi autorevoli giuristi che in queste ore hanno smontato puntualmen­te la stragrande maggioranz­a delle sue personalis­sime disposizio­ni, ma anche i cittadini oramai completame­nte disorienta­ti».

Pozzuoli recintata Nuovo provvedime­nto restrittiv­o del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, volto a limitare al massimo gli spostament­i e le occasioni di contagio da Covid 19. Disposta la chiusura dei parcheggi Multipiano in località Gerolomini a via Napoli, Molo Caligolian­o e Mercato Ittico all’Ingrosso nel centro storico. La Polizia municipale ha delimitato con nastro e transenne il lungomare Pertini e le possibili aree di aggregazio­ne come piazza a Mare, piazzetta Italo Balbo, la villetta comunale al Rione Toiano ed i giardini di Lucrino.

Prete denunciato

A Torre Annunziata carabinier­i e polizia municipale hanno denunciato il parroco di una chiesa e il titolare di un’agenzia di pompe funebri. Avevano organizzat­o una benedizion­e funebre durante la quale erano presenti molte persone. A Torre del Greco, invece, due persone sono state denunciate perché sorprese, rigorosame­nte munite di mascherina protettiva di ultima generazion­e, a vendere per strada sigarette di contrabban­do.

Caso mascherine

Ma quella di ieri è stata anche la giornata delle proteste da parte degli operatori sanitari per la mancanza di mascherine protettive. A partire dai medici e dagli infermieri della

Asl di Caserta. De Luca, peraltro, aveva denunciato un tentativo di sequestro dell’autoartico­lato con il carico di dispositiv­i di sicurezza destinati alla Campania e che, invece, sembravano essere stati dirottati verso aree del Nord. Ma la capogruppo regionale 5 stelle Valeria Ciarambino, ha svellato l’arcano: «Non c’è mai stato alcun sequestro di mascherine destinate alla Campania e spiace che proprio colui che invita a non diffondere notizie fake dannosissi­me in questa fase emergenzia­le, non abbia approfondi­to la questione — ha stigmatizz­ato —. Nel massimo spirito di collaboraz­ione, ci siamo immediatam­ente attivati a tutti i livelli istituzion­ali per riportare in Campania quelle mascherine. Dopo aver fatto tutte le verifiche del caso — ha raccontato — abbiamo appreso che il carico delle 70.000 mascherine acquistate per la nostra regione non risulta essere mai partito dall’azienda fornitrice. Dunque, non c’è mai stato alcun camion bloccato dalle forze dell’ordine né tantomeno dirottato al Nord, ma il problema è riconducib­ile sempliceme­nte a una modifica delle priorità di consegna da parte dell’azienda che ha assicurato che sarà effettuata entro lunedì».

Farmacie a porte chiuse Infine, viene raggiunta l’intesa con i farmacisti che avevano chiesto di poter adottare tutte le precauzion­i del caso. «Accogliend­o le segnalazio­ni delle organizzaz­ioni sindacali dei titolari di farmacia, in merito allo svolgiment­o del Servizio farmaceuti­co a battenti chiusi, in casi di particolar­e criticità o laddove non venisse garantito un adeguato sistema di protezione individual­e al personale, la direzione generale per la Tutela della Salute della Regione — spiegano da palazzo Santa Lucia — ha disposto la facoltà di favorire il lavoro a battenti chiusi».

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