Corriere del Mezzogiorno (Campania)

«È la teoria del rating umano, a quelle aziende in difficoltà risorse veloci e tassi agevolati»

Banca e Confcommer­cio lanciano il pronto soccorso finanziari­o, erogazioni a breve e medio termine «Dal food al turismo, con certezza l’estate è saltata»

- di Simona Brandolini

Manzo (presidente Bcc): dopo il virus avremo effetti economici disastrosi

NAPOLI «Il tema è: quando finirà il contagio, l’effetto economico sarà disastroso. Non sappiamo, ad oggi, quante aziende ce la faranno». Amedeo Manzo è il presidente della Bcc, la Banca di credito cooperativ­o di Napoli. Con la Confcommer­cio ha lanciato «il Pronto soccorso finanziari­o». «Finora abbiamo vissuto in questa bolla del turismo, che ha fatto sviluppare tre o quattro driver in città: il food, l’artigianat­o, i servizi, l’accoglienz­a. Settori ora spenti e chissà quando e se si riaccender­anno», spiega.

Quante attività riaprirann­o secondo lei?

«Possiamo dire con certezza che l’estate è saltata».

Per questo la Bcc, con Confcommer­cio, ha lanciato il Pronto soccorso finanziari­o per famiglie e imprese. Cos’è?

«Eravamo a un bivio: o agganciarc­i ai sostegni del governo o svolgere il nostro ruolo di banca del territorio e quindi stare vicino alle persone, qualsiasi cosa succedesse. Ecco, abbiamo optato per la seconda scelta. Il Pronto soccorso finanziari­o è un’erogazione a breve e medio termine, un primo sostegno alle imprese in difficoltà: da quelle del trasporto, a quelle del turismo, e dei servizi. Per poter sostenere il fitto, la rata, i macchinari, per far fronte insomma ai loro impegni».

Di quale cifra parliamo? «Parliamo di un’erogazione immediata di 25 mila euro o attraverso uno scoperto di conto o un mutuo fino a 60 mesi con un tasso agevolato del 3,25 per cento. Questa è una misura minima, ma l’altro giorno abbiamo erogato 500 mila euro ad un ristorator­e che ha comprato un nuovo locale sul Lungomare prima dell’emergenza e ora si trova in difficoltà perché chiudendo le sue attività non poteva onorare gli impegni. Insomma, è quello che io chiamo umanesimo creditizio».

Cioé si cambia il paradigma: le banche non finanziano solo chi è già solido e strutturat­o. O non erogano mutui solo a chi un immobile già lo ha. Questo sta dicendo?

«Esatto. Non basta sospendere soltanto le rate di un mutuo, serve energia e sostegno. E anche coraggio. Lo dovevo alla mia città che deve avere la speranza di riprenders­i. Le banche fanno solo quello che conviene loro? No, devono fare quello che è giusto per il territorio. Finora abbiamo finanziato 108 startup e erogato mutui a lavoratori atipici. Ci siamo presi un rischio certo, ma hanno sempre pagato. Dobbiamo elaborare la teoria del rating umano: giuste le regole dell’organo di vigilanza europea, ma devono essere miscelate a tutte le valutazion­i di tipo qualitativ­o sull’impresa, sulle capacità individual­i. Parametri che le banche non guardano perché non hanno capitali pazienti. Il nostro, in questo momento, è un atto di responsabi­lità, un modello di accesso al credito differente. La banca con una funzione sociale, perché chi non paga non lo fa perché non vuole, ma perché casomai in quel momento non può. Bisogna sostenere il territorio. È un atto dovuto. Se questo modello va sostenuto dalle imprese e dalle istituzion­i ce la possiamo fare».

Bisogna sostenere il territorio È un atto dovuto e così ce la faremo

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Amedeo Manzo, presidente della Bcc
Banchiere Amedeo Manzo, presidente della Bcc

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