Corriere del Mezzogiorno (Campania)

LE STORIE «Qui a Londra non sanno nulla del Covid 19»

Chicco Sbrescia, profession­ista napoletano nel disagio della capitale inglese che resta comunque aperta ma prudente

- Carmela Prestisimo­ne

weekend ha scelto di lavorare da casa attraverso lo smart working ma da oggi la sua azienda ha proposto ai suoi dipendenti e ai collaborat­ori una policy di contenimen­to che mette in guardia i lavoratori e dirada gli spostament­i: «In tre giorni sono uscito solo una volta di casa ma non ho indossato né la mascherina, né i guanti. I miei colleghi inglesi hanno fatto la stessa cosa anche perché le mascherine sono introvabil­i. In giro ne vedo pochissime. Su dieci persone, una o due le porta. I supermerca­ti come Tesco, Sainsbury’s o Waitrose sono sprovvisti anche se nei “Corner shop”, i negozietti, qualcosa si trova visto che i rifornimen­ti sono più frequenti e i clienti non così eccessivi come nei grandi magazzini».

Le parole del premier Johnson non sempre convincono gli inglesi e i residenti nel Regno Unito: «Lo definiscon­o “Reckless”, uno spericolat­o e non hanno tutti i torti. Occorrono politiche che salvaguard­ino la salute della gente e non solamente il business. I miei colleghi inglesi, sapendo della situazione italiana, mi chiedono consigli perché sanno che noi siamo già alla terza settimana di tolleranza e conosciamo la situazione. E’ la prima volta che li vedo seriamente preoccupat­i. Anche perché qui sono davvero all’oscuro di tutto, non sanno niente del virus e questo fa crescere la tensione di un popolo che è sempre stato poco emotivo. Chi, però, non lo è in una situazione del genere? Io ho la famiglia in Italia e sento mia madre e mio padre tutti i giorni. So che questo è il sentimento generale ma dobbiamo accettare il problema e ritagliarc­i i nostri spazi e un’altra modalità di lettura della nostra vita. Ne usciremo a Napoli come a Londra, insieme».

La mia famiglia vive in Italia e sento mia madre e mio padre tutti i giorni So che questo è il sentimento generale Dobbiamo accettare il problema e ritagliarc­i un’altra modalità di lettura della nostra vita

 ??  ?? Informatic­o Chicco Sbrescia è consulente per una società londinese, si è trasferito da Napoli undici anni fa. È sposato con Francesco e in questi giorni ha scelto di fare lo smart working
Informatic­o Chicco Sbrescia è consulente per una società londinese, si è trasferito da Napoli undici anni fa. È sposato con Francesco e in questi giorni ha scelto di fare lo smart working

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