Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Fabiana e l’hashtag rivelatore

Lei piantata con il naso all’insù Diego guardò la sua amante otto metri più in basso

-

fuori sede, nella Marche, lei impiegata in uno studio d’avvocati a Napoli. Si vedevano solo il fine settimana, quando Diego prendeva l’ultimo treno del venerdì e arrivava a tarda notte a Napoli, solo per stare due giorni con lei. Se solo gli avessero detto, in quegli anni di mancanze e struggimen­ti, che gli sarebbe toccata una quarantena per un misterioso virus cinese, che gli avrebbe permesso di condivider­e la casa, tutto il giorno, sempre, con quella donna, lui avrebbe firmato subito il contratto. Adesso, invece, gli mancava l’aria. Ripensava agli appelli del Governo, a quelli dei vip sui social: godetevi la casa, leggete, riposatevi, passate più tempo con le persone che amate. Stocazzo. Le persone che ami sono una coltellata, certi giorni. Figurarsi quando “certi giorni” diventano tutti i giorni. Se c’era un virus silenzioso che poteva ammazzarlo, di certo non era cinese. Ma era biondo, aveva gli occhi celesti, alto quasi un metro e settanta e indossava lo stesso anello al dito che portava lui.

Emanuela era l’antidoto, giunto nella sua vita senza un perché. E assunto per troppo poco tempo per guarirlo, soltanto poche settimana prima della grande clausura. Un fulmine che aveva spezzato un amore che stava nascendo, ridimensio­nando ogni ambizione di felicità del professor Delle Lodole. Giorno dopo giorno Fabiana cominciò a preoccupar­si delle fughe in bagno del marito. Ed Emanuela fece lo stesso: Diego non aveva mai tempo per farsi chiamare. Un giorno lamentava un mal di gola e una brutta tosse (tanto che lei, spaventata, lo pregò di fare un tampone), poi il tanto lavoro a distanza con l’ateneo, poi botte di sonno serali che lo facevano abbioccare sul divano alle otto e venti di sera (roba che neanche da neonati, forse). Erano già passate più di tre settimane, ma a Diego Delle Lodole in alcuni momenti sembravano cinque minuti, altre volte due anni. Si sentiva stanco, imbolsito, affannato. Aveva paura. E non più del Coronaviru­s. Ma di due donne, che in due tempi diversi della sua vita si era scelto. L’amore: che grande stronzata.

Un pomeriggio, durante uno dei tanti flashmob delle diciotto, affacciata sul balcone, sua moglie Fabiana lo chiamò a gran voce. «Diego vieni, dài, non stare sempre buttato su quella poltrona». Diego Delle Lodole ormai era diventato un fantasma, emaciato, pallido, non dormiva, non mangiava. Si trascinò senza fare domande verso il balcone, ciabattand­o svogliato sul pavimento color salmone fresco di cera. Guadagnò il terrazzino e la luce di Napoli gli riscaldò le ossa. Si mise una mano a visiera sugli occhi; il sole, nonostante fosse più basso, filtrava attraverso lo spazio tra due palazzi, accecandol­o. Tutto intorno una confusione di stereo accesi, mani che battevano, pentole suonate da cucchiarel­le. Cosa avevano da festeggiar­e?, pensò. E proprio mentre lo pensava abbassò lo sguardo dal suo secondo piano verso la strada privata del suo parco. Emanuela era lì, piantata con il naso all’insù e le braccia conserte. In quel preciso momento, sua moglie Fabiana afferrò il cellulare e lo abbracciò. Gli si mise testa e testa e disse: «Amore, facciamo una storia su Instagram? Hashtag: Andràtutto­bene»”. Diego Delle Lodole guardò la sua amante otto metri più in basso. Poi fissò l’obiettivo, dove sua moglie sorrideva e si aggiustava il ciuffo biondo che, indomito, le svolazzava sugli occhi.

Si lasciò scattare la foto. Provò anche a regalare un sorriso timido all’istantanea da social. Poi chiuse gli occhi. Il giallo del sole gli sbatteva sulle palpebre serrate. Il caldo dell’inizio della primavera lo accolse, coccolando­lo. Lì, su quel balcone, dove stava per perdere tutto.

Quella, e solo quella, sarebbe stata la sua quarantena.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy