Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Tex made in Campania È disegnato da Prisco

Il sesto artista della regione che si cimenta con il famoso cowboy

- Davide Occhicone

Nel selvaggio West, due secoli fa, una posse era un gruppo di civili arruolati all’abbisogna dallo sceriffo per effettuare impellenti azioni armate. E in edicola possiamo leggere la seconda parte di una lunga storia di Tex nel mensile a lui dedicato arrivato al numero 713 e disegnata da Giuseppe Prisco. Campano, classe 1965, ha debuttato per la casa editrice Sergio Bonelli nel 2007 sulla testata Zagor, per la quale ha disegnato diverse storie lunghe serializza­te in più mesi e due storie speciali.

Come accaduto per altri autori di Zagor, dopo una sana esperienza a suon di sparatorie, cavalcate e azione, i suoi pennelli sono stati cooptati per la serie, Tex appunto, di maggior successo e con i più importanti numeri di vendita in Italia. Cooptato come altri sei autori campani continuati­vamente presenti sulle pagine del ranger più famoso di Italia.

È questa la posse di disegnator­i arruolati dall’editore milanese per riuscire a mantenere alto l’interesse dei lettori alle classiche storie di Tex. Se Roberto De Angelis e Bruno Brindisi, con il loro tratto pulito agile ed elegante, stanno disegnando le storie della seconda, nuova, collana (dal titolo «Tex Willer») che narra delle vicende dei primi anni di avventure del famoso cowboy (prima di matrimonio, figlio, incontro con Kit Carson e Tiger Jack), discorso diverso è quello degli altri disegnator­i campani, fra cui

Prisco. Gianluca Acciarino, Raul e Gianluca Cestaro (gemelli, al lavoro contempora­neamente sulle stesse storie), Alessandro Nespolino (da un po’ dirottato ai disegni delle storie del Commissari­o Ricciardi, tratte dai romanzi di Maurizio de Giovanni) e lo stesso Prisco si confrontan­o con il classiciss­imo «Tex».

Un impegno da far tremare i polsi che il disegnator­e affronta e supera in scioltezza consegnand­oci 220 tavole dinamiche con un tratto essenziale, non raffinato, in linea con lo «sporco» che il vecchio west dovrebbe suggerire. Senza disdegnare apparizion­i epiche di Tex ed efficaci caratteriz­zazioni di tutti i personaggi di contorno.

Dietro le splendide copertine di Claudio Villa (in edicola contempora­neamente con il suo speciale Texone in formato gigante) la storia, scritta da Jacopo Rauch - anche lui provenient­e dalle pagine di Zagor - contiene tutti gli ingredient­i tipici dell’avventura texiana. Un lungo inseguimen­to nel quale le capacità di detective e di segugio del nostro vengono esaltate; scontri a fuoco dove la sua proverbial­e mira è micidiale; situazioni in cui il suo istinto e il suo agire superano in velocità e efficacia qualsiasi legge e giuria. E un mondo in cui, comunque, non sempre è tutto bianco o nero e anche in un delinquent­e è possibile trovare qualità per un possibile futuro ravvedimen­to.

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Una tavola di Giuseppe Prisco. A fianco l’autorirtat­to
 ??  ?? In bianco e nero
In bianco e nero

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