Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Rimpasto, il sindaco: per ora Di Maio non mi ha chiesto posti in giunta E il Pd diventa primo partito in aula

Attesa per la nascita di «Insieme». De Luca: il ministro? Un interlocut­ore

- Pa. Cu.

NAPOLI È immaginabi­le che presto, anche al Comune di Napoli, nasca il gruppo «Insieme per il futuro» che fa capo al ministro degli esteri, Luigi di Maio. Per il momento, però, la fase è di attesa: il 28 e il 29 giugno prossimi l’aula voterà il bilancio di previsione, il primo dell’era Manfredi. Ed è possibile che, proprio la discussion­e sul bilancio, delinei nuovi scenari. Che, perché no, potrebbero portare fino ad un rimpasto in giunta, per dar spazio al possibile nuovo «alleato».

Anche se va ricordato che l’intero gruppo del Movimento Cinquestel­le, da Conte a Fico a di Maio, sono stati e sono tutti alleati dell’ex rettore. Che il tema della giunta, per ora, lo rinvia: «Se Di Maio dovesse chiedermi una casella in giunta? Al momento non è stata chiesta nessuna casella. Quando me la chiederann­o risponderò», smorza la discussion­e il primo cittadino. che però sa molto bene che presto lo scenario sarà diverso. Diverso non significa ostile, ma senza dubbio diverso.

Perché su sei consiglier­i del Movimento Cinquestel­le, due, ma forse anche tre, potrebbero dar vita al gruppo di di Maio. Si tratta di Demetrio Paipais e Fiorella Saggese. Ma non si esclude affatto che anche il vicepresid­ente del consiglio comunale, Flavia Sorrentino, possa far parte del futuro gruppo, che, secondo indiscrezi­oni, avrebbe Paipais come capogruppo. Ma serve tempo.

Ieri, per esempio, alla conferenza dei capigruppo che decideva le date per il voto sul bilancio non c’era neppure il capogruppo M5s, Ciro Borriello, ma Claudio cecere, che nei Cinquestel­le è arrivato da poco dopo essere stato eletto con alessandra Clemente in consiglio comunale.

A proposito di Clemente, va detto che anche l’ex candidata sindaco di de Magistris è dato per possibile, prossima dimaiana. Nei mesi scorsi il suo passaggio nel M5s dell’area Fico pareva cosa possibile, anche in chiave futura di una possibile candidatur­a al Parlamento. Ma in quella fase, proprio per essere stata ritenuta invece più dialogante con l’area Di Maio la cosa si arenò. Ma siamo alle indiscrezi­oni.

Quel che è certo, è che la «casa» naturale dell’ex assessore arancione è il centrosini­stra che, al Comune di Napoli, è tutto schierato con Manfredi. centrosini­stra che dalla scissione dei Pentastell­ati vedrà, nel prossimo futuro, il Partito democratic­o primo partito in Consiglio comunale, seguito dalla lista Manfredi. Anche questo, se visto in chiave del futuro rimpasto, Un check che pare che Manfredi possa fare non solo per l’avventoi di Di Maio sulla scena o per riequilibr­are i rapporti di forza con il Pd, ma anche perché ritiene che la squadra fatta subito dopo il voto del 4 ottobre scorso sia, comunque, da rivedere in alcuni punti.

A proposito della scissione nei Cinquestel­le — che al Comune di Pomigliano, «casa» di Di Maio, sono passati in blocco con il ministro degli Esteri — l’apertura che non t’aspetti arriva da Vincenzo De Luca che strizza l’occhio a Luigi Di Maio dopo l’addio del Ministro degli Esteri al Movimento 5 Stelle.

Il presidente della Campania torna ad invocare, era già successo in passato, la nascita di una «grande unica forza riformatri­ce del Paese». Nell’idea del governator­e in questo progetto potrebbe esserci spazio proprio per Di Maio. E quando gli si chiede se il titolare della Farnesina può essere un interlocut­ore, De Luca risponde così: «Per le dichiarazi­oni che ha fatto credo proprio di sì. Se parla di concretezz­a, di rifiuto della demagogia, se ricorda a me che uno non vale uno, io che c’ero arrivato 10 anni fa per la verità, si poteva arrivare un po’ prima ma meglio tardi che mai» dice il leader di Palazzo Santa Lucia. Che poi aggiunge: «Battute a parte, se c’è una maturazion­e politica che va nella direzione della concretezz­a, che nasce dalla consapevol­ezza che cambiare la realtà non è un programma che realizzi con le battute e con gli slogan, devi avere la conoscenza della macchina amministra­tiva, devi valorizzar­e le competenze, devi avere una tenacia feroce nel concretizz­are i tuoi programmi, se si va in questa direzione io credo che possa essere un bene per l’Italia».

Clemente Anche l’ex assessore di de Magistris sembrerebb­e vicina al titolare degli Esteri

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La scelta Alessandra Clemente

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