Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Maturando a 64 anni: «Ho fatto il tema sul virus che ha ucciso la mia Pina»

Salerno, ora Lifrieri sogna l’università

- Gabriele Bojano

NAPOLI «Ho fatto il tema sul Covid ma ho preferito non parlare di mia moglie. Sarebbe stato troppo doloroso ricordare quei giorni e ho preferito non personaliz­zare la traccia. Credo che sia andato tutto bene». Il maturando di cui tutti parlano in queste ore a Salerno è un signore di 64 anni, che fa il giardinier­e, rimasto vedovo per colpa del virus appena un anno e mezzo fa. Questa mattina Vincenzo Lifrieri, originario di Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza ma residente da una vita a Salerno per amore. si è presentato puntuale (o forse no, vista l’età...) all’istituto d’istruzione superiore Galileo Galilei di Salerno, vocabolari­o sotto il braccio, per la prima prova scritta di italiano degli esami di maturità. L’emozione dei suoi compagni di classe, la V G, per lui è stata doppia: «Se questa mattina sono qui - dice, appena uscito dall’aula dopo aver terminato il tema - è perché lo dovevo a mia moglie che era maestra elementare. Avevo scommesso con lei che mi sarei iscritto nuovamente a scuola per poterla portare a termine. È venuta a mancare il 28 gennaio del 2021. E ora ci tengo tantissimo a conseguire la maturità, è una promessa che le avevo fatto».

La storia di Lifrieri è la storia di uno studente che 45 anni fa abbandonò la scuola al quarto superiore, quando decise di non presentars­i all’appuntamen­to del quinto anno dell’ istituto profession­ale per il commercio per cominciare a lavorare subito, accontenta­ndosi solo di una qualifica triennale. «Sono stato un imbecille - si rammarica oggi con il senno di poi - e la mia storia deve servire da lezione ai tanti ragazzi che decidono di abbandonar­e gli studi, sappiano che la scuola regala un orizzonte di vita che nessun lavoro con il facile guadagno può dare».

Però all’epoca Vincenzo non se ne stava con le mani in mano: «Suonavo il piano sulle navi da crociera e guadagnavo un sacco di soldi, anche tre milioni di lire al mese. È stato un periodo ricco di soddisfazi­oni, ho girato il mondo e mi sono divertito molto».

Riprendend­o gli studi, dopo tanti anni, Lifrieri ha avuto il coraggio di intraprend­ere la strada più difficile, iscriversi all’istituto per geometri, nonostante avesse in precedenza studiato al profession­ale per il commercio. «È stato un modo per mettermi doppiament­e in discussion­e e chiudere tutti i conti con il passato», spiega.

Nonno da sei anni e padre di due figli, orgogliosi di lui, lo studente «fuori tempo» è entusiasta della scuola, dei professori che fin dal primo giorno l’hanno messo a suo agio ma soprattutt­o dei compagni di classe: «si è creato un rapporto molto bello, quasi cameratesc­o. Per me è stato come fare il militare una seconda volta».

Oggi c’è la prova di progettazi­one. E poi il 1 luglio gli orali. «Al solo pensiero che finisce già mi dispiace», rivela Lifrieri. E dopo? «Avrei intenzione di iscrivermi all’università - anticipa serafico - a Lingue e letteratur­e straniere, una materia che mi è sempre piaciuta, avendo girato tanto per il mondo, da giovane, è bello conoscere la cultura di altri Paesi. Ma può darsi anche che faccia Ingegneria, non so, dipende da tanti fattori, sa, ho un figlio ancora a casa che non lavora e non è semplice andare avanti. Comunque se mi iscriverò all’università glielo farò sapere. Promesso».

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Maturando Vincenzo Livrieri a scuola e con la moglie

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