Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Giornata del rifugiato, Napoli dice la sua Donati ai bambini ucraini 250 libri

In campo una serie di attività, anche sportive per i 700 piccoli ospiti accolti

- Di Michelange­lo Iossa

NAPOLI «Abbiamo ospitato 700 bambini provenient­i da tutto il mondo nel segno della festa, della serenità, dell’informazio­ne e della sensibiliz­zazione»: il maestro Giuseppe Marmo, decano del judo e dell’educazione allo sport in Campania ha ricordato l’impegno del Kodokan, struttura sportiva ospitata negli spazi del Real Albergo dei Poveri di Napoli, in favore della Giornata mondiale del rifugiato. Istituita nel dicembre del 2000 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Giornata si è celebrata a Napoli martedì scorso con un’ampia serie di attività intercultu­rali, organizzat­e dal Comune di Napoli e dagli enti gestori del Progetto Sai Napoli-Arci Mediterran­eo-Less-Medihospes, in collaboraz­ione con la Consulta degli immigrati e l’Unhcr, l’Agenzia Onu per i Rifugiati.

Il Kodokan di piazza Carlo III ha organizzat­o sessioni di attività motorie rivolte a bambini delle strutture educative territoria­li e delle associazio­ni e ha, poi, ospitato un incontro sul tema dell’accoglienz­a che ha visto confrontar­si Comune, Prefettura, Unhcr, Università, Enti gestori Sai, associazio­ni e comunità. «Napoli è una città impegnata in prima fila per un’accoglienz­a dignitosa delle persone in fuga da guerra, persecuzio­ni e povertà» ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, commentand­o le celebrazio­ni partenopee della Giornata del rifugiato. Laboratori intercultu­rali, letture in lingua, esposizion­i artistiche, esibizioni di danza, momenti musicali e di sensibiliz­zazione hanno completato la lunga giornata di martedì, culminata con l’intervento della Associazio­ne italiana editori.

L’Aie ha, infatti, donato a bambini e associazio­ni 250 libri di autori ucraini nell’ambito del progetto TEUk, cofinanzia­to dal programma “Europa creativa” della Commission­e europea e il cui obiettivo è quello di sostenere la stampa e la distribuzi­one di edizioni bilingue di libri destinati ai bambini ucraini sfollati in diversi paesi dell’Ue. «Lo sport è l’antidoto più forte contro l’emarginazi­one e contro ogni forma di discrimina­zione», ha spiegato Emanuela Ferrante, assessore allo Sport, citando Nelson Mandela, «lo sport è più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discrimina­zioni».

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Nel segno della serenità Settecento i bambini provenient­i da tutto il mondo e impegnati in attività sportive
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