«L’ul­ti­ma ce­na» di Lan­za­ro­ne de­but­to ai Can­tie­ri Ko­re­ja

Nel­lo spet­ta­co­lo, se­con­da par­te del­la tri­lo­gia dell’at­te­sa, un uo­mo at­ten­de il suo bo­ia

Corriere del Mezzogiorno (Puglia) - - Tempo Libero - Red. Cult.

Que­sta se­ra a Lec­ce una pri­ma per il car­tel­lo­ne di «Stra­de Mae­stre»: al­le 20.45 ai Can­tie­ri Tea­tra­li Ko­re­ja debutta L’ul­ti­ma ce­na, il nuo­vo spet­ta­co­lo di e con Ric­car­do Lan­za­ro­ne pro­dot­to e so­ste­nu­to dal tea­tro Ko­re­ja. Al fian­co di Lan­za­ro­ne in sce­na Fe­li­cia­na Si­bi­la­no e la mu­si­ca dal vi­vo di Gior­gio Di­stan­te, con la par­te­ci­pa­zio­ne in vi­deo di Mi­che­le Si­ni­si.

«L’ul­ti­ma ce­na è il se­con­do ca­pi­to­lo del­la tri­lo­gia dell’at­te­sa – rac­con­ta Ric­car­do Lan­za­ro­ne, re­gi­sta e at­to­re del­lo spet­ta­co­lo - un mo­do per in­da­ga­re i mo­men­ti di sta­si, i luo­ghi di bloc­co, i ruo­li di po­te­re, le po­ten­zia­li vit­ti­me e i pos­si­bi­li car­ne­fi­ci. Co­di­ce ne­ro, il pri­mo ca­pi­to­lo, si con­me cen­tra­va sul­la vio­len­za in­vo­lon­ta­ria (il me­di­co pe­di­na del­la sa­ni­tà, che ri­schia di uc­ci­de­re o col­pi­re per una man­can­za dell’isti­tu­zio­ne Sa­ni­tà), ne L’ul­ti­ma ce­na in­ve­ce, ho esplo­ra­to la sen­sa­zio­ne del pro­ba­bi­le col­pe­vo­le e la vo­glia di ven­det­ta del­la pre­sun­ta vit­ti­ma».

An­no 2027, un fu­tu­ro in cui è le­git­ti­mo far­si giu­sti­zia da so­li, in cui non ser­vo­no pro­ve schiac­cian­ti per con­dan­na­re qual­cu­no; in cui, col de­na­ro, si sov­ven­zio­na­no strut­tu­re pri­va­te che smal­ti­sco­no il cri­mi­ne uc­ci­den­do i pre­sun­ti col­pe­vo­li in so­le 24 ore.

L’ul­ti­ma ce­na pren­de in pre­sti­to la fi­gu­ra del to­re­ro av­vol­to e pro­tet­to dal suo tra­je de lu­ces, la di­vi­sa do­ra­ta, per in­da­ga­re co­me vi­ve le sue ul­ti- ore un uo­mo ac­cu­sa­to di rea­to. Con­dan­na­to, pri­gio­nie­ro oppure ostag­gio? Spe­ra nell’as­so­lu­zio­ne o fi­ni­sce per so­gna­re la con­dan­na a mor­te? La re­clu­sio­ne di­ven­ta un ve­ro e pro­prio cir­co de­gli or­ro­ri. Qual­cu­no si di­ver­te a far­gli su­pe­ra­re pro­ve da rea­li­ty show che ri­cor­da­no Chi vuol es­se­re mi­lio­na­rio. In pre­mio c’è l’ese­cu­zio­ne le­ta­le di mi­nor dolore o nel­la mi­glio­re del­le ipo­te­si, la gra­zia. Chi è il suo guar­dia­no? Il bo­ia esi­ste per­ché ne­ces­sa­rio. Il to­re­ro esi­ste per­ché la gen­te in­vo­ca il suo no­me. Il mo­stro è sot­to il let­to, ma spes­so lo in­vi­tia­mo a dor­mi­re ac­can­to a noi. Tut­ti i bam­bi­ni han­no pau­ra del clo­wn ep­pu­re lo cer­ca­no, ne so­no in­cu­rio­si­ti. La fi­gu­ra del to­re­ro si so­vrap­po­ne, ine­vi­ta­bil­men­te, a quel­la del bo­ia. Una len­ta me­ta­mor­fo­si in cui la vit­ti­ma di­ven­ta car­ne­fi­ce.

Lec­ce Ric­car­do Lan­za­ro­ne è re­gi­sta e pro­ta­go­ni­sta de L’ul­ti­ma ce­na

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