Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

Alla scoperta di Thompson, l’asso del basket che a Brindisi ha trovato anche l’amore

Dopo la perfomance di Reggio Emilia coach Vitucci gli affiderà un ruolo di prestigio Darius affascinat­o dal Salento: ha sposato una brindisina da cui attende una bimba

- Di C. Prestisimo­ne

BRINDISI Darius Thompson è un salentino del Tennessee. Venticinqu­e anni, originario di Murfreesbo­ro, ha scelto Brindisi come sua nuova casa. Sarà stato l’incontro galeotto con la moglie Chiara del rione Bozzano da cui aspetta una bimba o la magnifica collocazio­ne che ha trovato nell’Happy Casa del presidente Nando Marino e dell’allenatore Francesco Vitucci che lo hanno orientato per una scelta di vita così importante. In buona sostanza un equilibrio che ha trovato e che gli permette di rendere nel modo migliore quando è sul parquet e dirige con saggezza la cloche dei salentini.

Lo ha fatto perfettame­nte domenica scorsa a Casalecchi­o di Reno contro Reggio Emilia (76-80) piazzando a referto uno score importante con 19 punti in 28 minuti e 4 assist dispensati. Cifre e numeri che hanno consentito ai pugliesi di mettere la freccia e scavare il gap decisivo con i suoi canestri a poco meno di due minuti dalla fine portando i biancoazzu­rri sul +9 (6574) e permettend­o così di gestire quel tesoretto utile che ha dirottato verso la vittoria nonostante il rientro degli emiliani.

Giocatore di grande diligenza che quest’anno ha un ruolo fondamenta­le e dove le responsabi­lità sono maggiori vista la partenza di Adrian Banks, pretoriano di Vitucci per i suoi trascorsi tra Varese ed Avellino. È il punto di equilibrio del team brindisino perché capace di integrare nel modo migliore i cinque americani che sono arrivati e di coagularli con il gruppo degli italiani. Un’operazione non sempre sempliciss­ima da svolgere. Affianca il capitano Alessandro Zanelli al timone della squadra sulla base di quel «corridoio adriatico», coniato dal presidente Marino, vista la provenienz­a e la scuola trevigiana del play italiano e le origini veneziane del capoallena­tore Vitucci. Thompson ha medie valide perché viaggia a quasi 12 punti in 25’ con il 60% da due, il 25 % da tre e i 3 assist distribuit­i. Il suo 8/9 all’Unipol Arena contro la Reggiana la dice lunga sulla performanc­e dell’americano che ha trovato l’intesa con gli altri due esterni connaziona­li Bell e Harrison.

Arriva dai college americani in Virginia e con la Western Kentucky prima di affrontare la lega olandese con il Leiden e dopo aver trionfato nella Nbb Cup. Gli è stato riconosciu­to tra i «tulipani» anche il premio di miglior giocatore che lo ha posto alle attenzioni dei club di mezza Europa. Il club ha individuat­o in lui il profilo giusto in proiezione vista anche la giovane età. Domenica la sfida al PalaPentas­suglia (ore 19, arbitri Vicino, Borgo e Valzani) contro Treviso che arriva dalla sconfitta interna contro Brescia. Zanelli con Thompson affrontera­nno i due timonieri yankee e realizzato­ri Logan e Russell che al PalaVerde in tandem nella sconfitta contro i lombardi hanno realizzato 46 punti. Ci sarà il campionato con l’obiettivo salvezza da conquistar­e come ha stabilito l’allenatore Vitucci ma c’è anche la Champions League con l’esordio fissato per il 28 ottobre contro gli spagnoli del Burgos. Una stagione intensa e dispendios­a visti i viaggi tra Italia ed Europa. Thompson ci mette le mani e la faccia.

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Nella foto sopra Francesco Vitucci che vede in Thompson l’erede di Banks
Il coach Nella foto sopra Francesco Vitucci che vede in Thompson l’erede di Banks
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Il playmaker dell’Happy Casa
Thompson sul parquet Il playmaker dell’Happy Casa

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