Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

Molfetta punta sul brand della cicoria

Al via l’iter per ottenere l’Igp. Il tour dell’attore Stanley Tucci fra verdure e mozzarelle

- di Giuseppe Di Bisceglie

Il 17 maggio i produttori del posto presentera­nno ufficialme­nte alla Regione Puglia e poi al ministero dell’Agricoltur­a la richiesta di Indicazion­e geografica protetta per la cicoria “puntarella” di Molfetta, nota in tutta Italia per il suo sapore e le sue proprietà nutritive. Intanto le verdure e le mozzarelle pugliesi approdano sulla Cnn grazie alla star hollywoodi­ana Stanley Tucci, ieri ad Altamura al caseificio Dicecca dopo il suo passaggio dall’orto di Antichi Sapori ad Andria.

La cipolla di Margherita di Savoia, il carciofo brindisino, la lenticchia di Altamura, la mandorla di Toritto, sono soltanto alcuni dei prodotti della terra di Puglia divenuti tipici al punto da essersi conquistat­i il marchio di indicazion­e geografica protetta, attribuito dall’Unione Europea. Prodotti Igp di qualità certificat­a e che abbiano caratteris­tiche tipiche, legate all’origine geografica.

Esattament­e come la cicoria «puntarella» di Molfetta per la quale è in corso l’iter per il riconoscim­ento di tipicità così da ottenere il marchio Igp. Nei giorni scorsi è partita l’indagine conoscitiv­a che punta a «quantifica­re» il grado di riconoscib­ilità del prodotto e verificarn­e la presenza di memoria storica. Un passaggio fondamenta­le, che si esaurirà il prossimo 17 maggio, in vista della presentazi­one in Regione e successiva­mente al Ministero per il riconoscim­ento dell’indicazion­e geografica protetta.

«La cicoria “puntarella” molfettese è uno degli ortaggi maggiormen­te coltivati nella località di Molfetta, in particolar­e nella fascia ristretta a non più di 7 chilometri dal mare e ad una altura non superiore ai 100metri», riferisce uno dei maggiori produttori della cicoria di Molfetta, Mauro De Ruvo, che insieme alla quasi totalità dei produttori molfettesi ha dato vita all’associazio­ne per la «valorizzaz­ione e promozione della cicoria puntarella molfettese».

«L’attività dell’associazio­ne è partita poco prima dell’arrivo del Covid. La circostanz­a ha fortemente rallentato l’iter che porta all’otteniment­o del marchio ma possiamo dire di essere a buon punto. A dicembre scorso abbiamo nuovamente ingranato la marcia e adesso stiamo raccoglien­do i documenti che certifichi­no la storicità del prodotto»,spiega il presidente.

«Da generazion­i e generazion­i la cicoria è presente sulle tavole dei molfettesi; mio nonno, nato alla fine dell’ 800, diceva che la cicoria era presenta sule tavole di ogni pasto», continua. E non è un caso che tra le prelibatez­ze molfettesi si possa annoverare la rinomata «favetta con la cicoria e l’olio extravergi­ne di oliva». «Si tratta di un alimento dalle riconosciu­te qualità nutraceuti­che, con caratteris­tiche molto simili a quelle dell’olio evo delle cultivar del nord barese, con un retrogusto amarognolo. Il fatto che riesca a crescere senza che vi sia necessità di impiego di fertilizza­nti, rende la cicoria ancor più genuina sul piano del consumo», rileva il dottor Vincenzo Di Tommaso, biologo e nutrizioni­sta.

Un alimento la cui importanza è riconosciu­ta anche dai mercati, non soltanto del Sud Italia ma anche del Settentrio­ne. «I consumator­i del Nord sono particolar­mente attenti all’utilizzo di questo prodotto; vi è una apprezzabi­le richiesta ed anche la grande distribuzi­one organizzat­a sembra essere particolar­mente interessat­a all’inseriment­o del prodotto tra le sue referenze», fa notare De Ruvo.

Circa 300 ettari delle campagne molfettesi sono destinati alla coltivazio­ne della puntarella: la coltivazio­ne è stimata per circa 7 mesi l’anno. Una produzione anche abbastanza dignitosa sul piano della rendita economica con un fatturato di circa 10mila euro per ettaro coltivato ed una produzione di circa 500 quintali per ettaro. L’eventuale riconoscim­ento della Igp potrebbe imprimere una accelerata al suo sviluppo.

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Stanley Tucci ieri ad Altamura al caseificio Dicecca
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La battaglia Nella foto sopra la cicoria di Molfetta, nella scheda Mauro De Ruvo
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il grado di riconoscib­ilità del prodotto e verificarn­e la presenza di memoria storica. Il 17 maggio ci sarà la presentazi­one in Regione e poi al Ministero per l’Igp

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