Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

IL DIRITTO A GODERE DI BUONA POLITICA

- Di Silvio Suppa

Da qualche giorno la cittadina di Polignano, irripetibi­le perla del litorale a sud di Bari, è finita in una crisi profonda fra partiti deludenti e vicende giudiziari­e, mentre la vita del Comune resta affidata a un commissari­o fino al prossimo e imminente voto popolare. Cosa vuol dire questo smarriment­o di direzione e di tono di quella località tanto affermata nei percorsi turistici e balneari della nostra costa? Vuol dire che per caso, o forse per un’ulteriore e insopporta­bile crisi del buongovern­o, un luogo di pregio perde il suo splendore dentro un reticolo di ipotetici reati insorti nel cuore dell’amministra­zione cittadina. Come sempre, solo la magistratu­ra potrà dipanare la matassa di contestazi­oni e di giochi di appalti, dove molto è ancora da accertare in termini legali. Ma intanto è chiaro, sul piano dei costumi e di certa politica - diciamo disinvolta - che basta un progetto di migliorame­nto di un lungomare o di qualche piazzetta sospesa su un belvedere, che un groviglio di costa e di casette sulla roccia diventi l’atto di una recita di malgoverno.

A Polignano il miracolo è quel nome e quella sua natura, o la scelta di molti di viverci per la sua tranquilli­tà; e allora cosa bisogna fare per essere certi che l’equilibrio perfetto fra bellezza e pubblica amministra­zione non venga corrotto? Cosa bisogna inventare, perché, trovandosi una sera a cena in grotta, per esempio, non si debba pensare che i più normali affari siano paravento di pasticci e interessi oscuri? Mesi addietro, in vista della sistemazio­ne di un vasto e suggestivo territorio a nord di Polignano, proprio il sindaco, ora agli arresti, si levò a paladino delle cose fatte con cura, della salvaguard­ia del patrimonio culturale e paesaggist­ico offerto da quei terreni sul mare, caratteriz­zati da antiche casette a trullo, o a piccolo nuraghe.

Il futuro di quella costa per ora è sospeso, ma intanto le polemiche sollevate dalla politica locale hanno perso ogni credibilit­à. Polignano resta difficile da raggiunger­e in estate, la sua massima stagione, e ora è complicato anche leggerne un suo ordine civico. Anche questa brutta storia rientra nel paniere del Partito democratic­o di Puglia, mentre da ogni parte, allentata la morsa del covid, si sente dire che la bellezza è un diritto. È vero, e anche la buona politica è un diritto. E dunque, aspettando che la giustizia faccia il suo corso, quando rivedremo in Polignano una sintesi di serena distension­e e di limpida amministra­zione?

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