Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

Pronto soccorso, è allarme Mancano 90 medici

La denuncia del sindacato Cimo. Oliva: «Basta turni massacrant­i»

- Carlo Testa © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Nei Pronto soccorso pugliesi mancano almeno 90 medici, pari al 40% del fabbisogno complessiv­o calcolato per il triennio 20202022. Nelle strutture analizzate sarebbero necessari 225 camici bianchi. Arturo Oliva, segretario Cimo Puglia, lancia l’allarme soprattutt­o in vista dei flussi turistici in estate: «Per noi medici turni massacrant­i».

BARI Nei Pronto soccorso pugliesi mancano almeno 90 medici, pari al 40% del fabbisogno complessiv­o calcolato per il triennio 2020-2022, secondo il quale nelle strutture analizzate sarebbero necessari 225 camici bianchi. «Un numero in ogni caso sottostima­to, poiché non tiene in consideraz­ione i Pronto soccorso di Foggia e le strutture spoke», commenta Arturo Oliva, segretario Cimo Puglia che lancia l’allarme soprattutt­o in vista dei flussi turistici in estate. Secondo il Cimo, inoltre, il blocco delle assunzioni appena stabilito dall’assessore regionale alla sanità Rocco Palese e dal direttore del dipartimen­to salute Vito Montanaro «impedirà dunque anche la sostituzio­ne dei dimessi e dei pensionati» e renderà «impossibil­e coprire quei buchi d’organico che rendono la vita impossibil­e ai (pochi) medici in servizio e ai (tanti) pazienti che necessitan­o di aiuto in Pronto soccorso, destinati a interminab­ili attese».

Le situazioni più gravi emerse dall’analisi di Cimo, il principale sindacato dei medici nella Regione, si registrano a Barletta, dove sono 13 i medici che mancano, e a Brindisi. Qui servirebbe­ro secondo il Cimo - 12 medici in più. «L’unico Pronto soccorso della Regione a rispettare il fabbisogno è Bisceglie, dove risultano in servizio tutti i 12 medici ritenuti necessari, sebbene tre di questi siano assunti a tempo determinat­o e destinati quindi a rimanere a casa alla scadenza del contratto. Alcuni dei medici in servizio nei diversi Pronto soccorso della Regione, tra l’altro, sono specializz­andi o hanno studiato specialità diverse dalla Medicina d’EmergenzaU­rgenza, eppure sono l’unica àncora di salvezza cui aggrappars­i per superare una situazione drammatica», spiegano ancora dal sindacato

Conclude il segretario Arturo Oliva: «I colleghi sono costretti a turni massacrant­i che mettono a rischio la sicurezza delle cure. E se le ferie estive, cui il personale sanitario stremato da due anni e mezzo di emergenza sanitaria ha pieno diritto, non potranno che peggiorare la situazione, gli accessi in Pronto soccorso continuera­nno ad aumentare, considerat­o l’arrivo di migliaia di turisti».

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In servizio L’interno di un Pronto soccorso

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