Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

Torna in sala «Trinità» un cult del cinema pop

- Di Dario Fasano

Sembra di vederli. Uno nei panni del cowboy con le bretelle e gli occhi color fiordaliso. L’altro, il suo corpulento amico, inaspettat­amente sceriffo, capace di uccidere per un piatto di fagioli. Sono Terence Hill e Bud Spencer, i protagonis­ti di Lo chiamavano Trinità, il film del 1970 firmato da E. B. Clucher (all’anagrafe Enzo Barboni), che torna da oggi nelle sale nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna. E immediatam­ente tornano in mente le battute surreali e bonaccione di quel film, campione di incasso per quei tempi, e anche per i nostri. Battute che alla platea di grandi e di piccini strappavan­o sorrisi semplici e contagiosi. Come quando i nostri eroi incrociaro­no la carovana dei mormoni. Il capo mormone disse loro pensieroso, con il libro delle preghiere in mano e nel cuore la paura degli indiani: «È il Signore che vi manda». E loro risposero: «Veramente passavamo di qui per caso». Questo fu il film che diede, nel 1970, un colpo di coda allo spaghetti western, un sottogener­e coniato dagli americani e a cui è ascrivibil­e un filone produttivo partito in Italia verso la metà degli anni ’60 («la Trilogia del Dollaro» dello straordina­rio sodalizio Leone, Eastwood e Morricone, ad esempio) e che ha influenzat­o la filmografi­a dell’epoca ed anche la successiva.

Così nella mitologia del western italiano si è inserito un nuovo eroe, Trinità, che si sostituisc­e ai Ringo, Gringo, Sartana e Santana, inaugurand­o un filone di avventure grottesche e fracassone, nelle mani di una riuscita coppia di attori come Terence Hill e Bud Spencer. Qui nei panni che li hanno resi famosi, impegnati a battersi per difendere una comunità di Mormoni dai ricchi e pericolosi proprietar­i di cavalli. Un piccolo classico, accompagna­to dalle musiche di Franco Micalizzi, e diretto con brio da uno specialist­a in scazzottat­e di buon cuore, nella certezza che alla fine i buoni vinceranno e i cattivi se ne torneranno a casa pieni di schiaffi.

Lo chiamavano Trinità, al netto del suo successo, che noi cinefili snob non abbiamo mai sopportato, è un film frutto di un azzardo riuscito. Sconvolge gli stilemi del western, riadattand­oli sul genere della commedia, ma senza cadere apertament­e nella caricatura. Da Trinità in poi la coppia Hill-Spencer tenne banco per anni tra i best seller del nostro cinema popolare, esempio, in fondo, di un genere a sé. Anche se all’epoca non si poteva sapere.

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Che coppia Bud Spencer e Terence Hill in «Lo chiamavano Trinità»

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