Corriere del Mezzogiorno (Puglia)

Vaccaro, minacce da un condannato per stalking

Avrebbe affisso i cartelli choc sugli alberi. Ripreso dalle telecamere, ha le ore contate

- Luca Pernice

Avrebbe le ore contate l’uomo che, domenica pomeriggio, ha tappezzato gli alberi dell’isola pedonale di Foggia con manifesti contenenti minacce di morte dirette al procurator­e capo Ludovico Vaccaro e a un carabinier­i in servizio al comando provincial­e. Secondo indiscrezi­oni trapelate in ambienti giudiziari, dietro le minacce non ci sarebbe la mano della criminalit­à, quanto piuttosto quella di una persona che, a suo dire, sarebbe stata condannata ingiustame­nte. Si tratterebb­e, stando anche a chi domenica pomeriggio lo ha visto sistemare con un martello tutti quei manifesti ma senza fermarlo, di un sessantenn­e. Un uomo che si riterrebbe vittima, come lui stesso scrive su uno dei manifesti, di una condanna ingiusta per stalking e per questo avrebbe scontato, ingiustame­nte – sempre a suo dire – 105 giorni di carcere. Un sessantenn­e che avrebbe messo a segno il suo disegno intimidato­rio senza pensare alle conseguenz­e e che poteva essere facilmente identifica­to. Nella zona, infatti, nell’isola pedonale di Foggia, ci sono numerose telecamere di video sorveglian­za che hanno immortalat­o l’uomo in azione.

Intanto sul fronte della criminalit­à tre associazio­ni hanno deciso di far rete per intensific­are l’azione di contrasto al fenomeno criminale e conferire ulteriore linfa alle iniziative di antimafia sociale. Sono Libera, l’associazio­ne antiracket «Luigi e Aurelio Luciani» e la fondazione antiusura Buon Samaritano che hanno dato vita ad «un patto di consultazi­one, finalizzat­o ad uno scambio costante di informazio­ni».

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Il procurator­e capo Vaccaro
Chi è Il procurator­e capo Vaccaro

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