Corriere del Trentino

Carpenter e l’organo gigante «La musica, un’ossessione»

Merano, l’artista terrà una performanc­e all’aperto

- Giancarlo Riccio

 Mercoledì Quando suono esisto solo io e il mio strumento. Non ho mai tempo libero, questa attività si è infiltrata dentro di me per l’intera vita

Abbiamo provato a sederci accanto, mentre suona, a Cameron Carpenter, l’artista, musicista e performer, che mercoledì si esibirà in esclusiva italiana a Merano per le Settimane meranesi. Un concerto all’aperto, in piazza Terme, che sarà spostato al giorno successivo se dovesse piovere.

Nessun problema meteo, invece, per il celebre quartetto Los Romeros che si esibirà stamane alle 11 al Pavillon del Fleurs. E tantomeno per l’attesissim­o concerto di martedì alle 20.30 della Mariinsky orchestra di San Pietroburg­o con la prestigios­a bacchetta di Valery Gergiev. Ma torniamo a Carpenter. Statuniten­se, 34 anni, si è fatto costruire un enorme organo elettronic­o nelle memorie del quale ha campionato cinque secoli di musica. Musica composta nel corso del tempo ma quasi mai per uno strumento che si ascolta prevalente­mente in chiesa. E dunque trasformat­a, trascritta, ri-arrangiata per la sua «encicloped­ia musicale».

Ci siamo seduti accanto a lui, virtualmen­te e grazie ai prodigi della rete. Abbiamo contato cinque tastiere enormi, forse di più. Tasti e leve che scatenereb­bero l’invidia di qualunque cosmonauta alla guida di un’astronave. E pedali – altra funzione usuale anche negli organi tradiziona­li – così numerosi che occorrereb­be un (geniale) millepiedi, non un essere umano. Tutto per suonare Bach, ma anche Shostakovi­tch, Rota, Wagner, Gershwin e Joe Hisaishi come nella serata meranese. E magari anche brani a sorpresa.

Cameron, lei è in grado di descriverc­i il suo Touring Orgel?

«Per me è molto importante pensare a tutti gli organi musicali nei termini del loro potenziale artistico. E non in base a dimensioni, peso, costo».

Ok, ma occorrono tre Tir per trasportar­e il suo strumento.

«E allora? Guardi, la faccenda di peso e misure viene fuori spesso anche quando si parla di organo a canne. Si tratta di un errore stupido, banale. Non è questo il punto».

Va bene, prendiamol­a alla lontana. Lei ha studiato per anni musica classica. Lei si considera un musicista classico?

«Esiste ancora la musica classica?».

Lei suona un repertorio musicale degli ultimi cinque secoli: quale compositor­e ama di più?

«Qualsiasi opera di qualsiasi compositor­e io stia suonando in un momento preciso, mi appare il meglio. Quando suono, non penso ad altre cose. Esistono solo la musica, l’organo ed io».

Lei è musicista e performer. Il futuro della musica è una melange tra passato, presente e futuribile?

«Non ho proprio idea di che cosa sarà il futuro della musica. Per me, la musica è puro piacere e puro divertimen­to».

Quando lei è a Berlino, tiene concerti alla Philarmoni­e. Che cosa prova?

«L’organo della Philarmoni­e può solo suonare Bach. E allora io suono solo Bach».

Con la musica si può viaggiare nel tempo e nello spazio?

«Con la musica, io viaggio solo nella mia mente»

Ha un valore per lei suonare in una regione di frontiera come l’Alto Adige?

«Nel momento in cui mi trovo a suonare, per me è esattament­e come suonare in qualsiasi luogo».

Che cosa fa quando non suona? Viaggia? Legge?

«Io non ho mai vero tempo libero a disposizio­ne. La musica si infiltra dentro di te per l’intera vita. Talvolta ti migliora, talvolta ti rovina».

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Poliedrico Il musicista americano Cameron Carpenter

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