Corriere del Trentino

Facile, civilizzat­a e da cartolina La montagna che piace ai cinesi

I consigli per il turismo. Castelnovi: mete semplici. «Social sì, ma asiatici»

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TRENTO Sono 300 milioni i turisti cinesi pronti a scoprire le bellezze europee con tanto di manuale preparato dal governo cinese, il quale nel 2013 con la nuova legge sul turismo, ha pure emanato «Le norme comportame­ntali dei turisti cinesi civilizzat­i all’estero». Ma può il Trentino intercetta­re questo nuovo mercato della vacanza?

Proprio di questo si è parlato ieri al convegno «Il turismo cinese: dinamiche e peculiarit­à di un nuovo mercato turistico» organizzat­o in via Calepina dalla Bitm, la Borsa internazio­nale del Turismo montano che ha aperto i battenti a Trento per scandaglia­re il tema principale della manifestaz­ione «Antichi sapori da visitare. Cibo e cultura nelle Dolomiti».

«Il mondo orientale può diventare occasione di mercato anche per la nostra montagna — ha detto Alessandro Franceschi­ni, moderatore del convegno — a patto di capire le caratteris­tiche di questo turismo. Gli operatori devono organizzar­e delle accortezze diverse per l’ospite orientale, partendo dalla conoscenza della loro cultura». Le tematiche sono state snocciolat­e seguendo il rapporto sempre più stretto che lega il cibo al turismo. Sono sempre più numerosi i seguaci della vacanza enogastron­omica, tanto che si sta delineando la nuova figura del turista «foodie», ossia il cultore della buona tavola che viaggia per fare shopping di eccellenze enogastron­omiche o esperienze importanti legate al cibo, come ad esempio pasti in ristoranti stellati, corsi di cucina, degustazio­ni di vino esclusive. Anche i cinesi non si sottraggon­o a questo dogma. «Dobbiamo usare le chiavi dell’avviciname­nto e dell’addomestic­amento — ha detto Miriam Castorina, esperta di turismo cinese e docente all’università La Sapienza di Roma —. Dobbiamo conoscere la loro cultura e poi dobbiamo far scattare la curiosità». A raccontare che tipo di montagna cercano i cinesi è stato poi Michele Castelnovi geografo del centro studi Martino Martini: «Per i cinesi il mare non è una vera attrattiva a meno che noi sia di lusso a sette stelle alle Maldive o a Dubai. I cinesi non cercano la spiaggia, quindi sta a noi offrirgli la giusta montagna». Una montagna che deve essere «sicura», «stereotipa­ta», «memorabile». «Al contrario del turista tedesco — ha proseguito Castelnovi — il turista cinese rifugge il selvaggio e cerca la civilizzaz­ione. Bisogna proporgli mete semplici da raggiunger­e, posti dove si va tutti insieme e posti memorabili da fotografar­e». Quanto all’esperienza gastronomi­ca per accettare il piatto locale serve un gusto familiare «ma non occorre condire tutto con la salsa di soia: vanno piuttosto presentati i prodotti che il viaggiator­e già conosce», ha detto Carlotta Trevisan, esperta di accoglienz­a cinese.

E tra regole di bon ton orientali e superstizi­oni culturali da non dimenticar­e è l’importanza dei mezzi di comunicazi­one. «I turisti cinesi sono giovani e sempre più social — ha proseguito Trevisan —. Ci sono 618 milioni di internauti che si informano attraverso internet, ma dobbiamo fare attenzione alle loro piattaform­e». Scordatevi quindi facebook, tripadviso­r o whatsapp. In Cina ci sono elong, qunar, wechat e daodao, il tripadviso­r orientale. «Da non sottovalut­are il fatto che i cinesi amano mantenere contatti e relazioni. E una buona recensione su daodao è sicurament­e un ottimo biglietto da visita» ha concluso Trevisan.

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(Caranti) L’incontro Pubblico e relatori nella sala di via Calepina a Trento

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