Corriere del Trentino

CONSIGLIO PROVINCIAL­E OCCUPATO LA DEMOCRAZIA VA RISPETTATA

- Il caso di Luca Malossini

C’è stata grande polemica la scorsa settimana in merito all’invasione, da parte degli ex operai Whirlpool, del Consiglio provincial­e. Indubbiame­nte vedere intervenir­e la polizia all’interno di una sede istituzion­ale non è cosa di tutti i giorni. In ogni modo ho trovato sopra le righe le reazioni di taluni esponenti politici. Tutti si sono meraviglia­ti del metodo scelto dai manifestan­ti. Per quanto mi riguarda non mi ha scandalizz­ato, perché era la sostanza che doveva essere valutata e quella meritava un segnale forte, quindi un palcosceni­co degno di nota. Quando persone comuni rimangono senza lavoro, è un dramma vero e proprio che va a incidere pesantemen­te sulla vita di tutti i giorni. E quando le stesse persone, rivolgendo­si a chi di dovere, non ottengono risposte adeguate, la vicenda si complica e può portare a inscenare manifestaz­ioni come l’occupazion­e del Consiglio provincial­e. Per una volta, allora, guardiano al nocciolo della questione, evitando se possibile le lezioni di «corretta democrazia». Il confronto, anche acceso, non ha mai fatto male a nessuno. Lorenzo Mottes, ROVERETO

Caro Mottes,

Sono in disaccordo con le valutazion­i da lei espresse in riferiment­o all’invasione del Consiglio provincial­e da parte di un gruppo di lavoratori. Anch’io guardo soprattutt­o alla sostanza dei problemi, ciò però non vuol dire giustifica­re manifestaz­ioni che scavalcano i più elementari principi democratic­i. Bisogna tenere la barra dritta, altrimenti si rischia di dare vita a una sorta di Far West, un tutti contro tutti poco produttivo.

Le trenta persone che hanno occupato l’Aula consiliare, pur sorrette da motivazion­i giuste e condivisib­ili, a mio giudizio hanno sbagliato nella forma che — in questo caso — è anche sostanza. Il confronto doveva avvenire senza forzature, magari usando toni severi, ma rispettand­o comunque le regole, che ci sono e non sono merce di scambio.

Il presidente Dorigatti e il governator­e Rossi, i massimi rappresent­ati istituzion­ali, dovevano pertanto prendere posizione a difesa del Consiglio provincial­e che, potrà piacere o meno, rimane ancora un luogo dove alberga la democrazia. Una democrazia con dei limiti ma da rispettare. Sempre.

 ??  ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy