Corriere del Trentino

Funicolare Povo No degli studenti «Tempi lunghi»

Povo, il progetto non piace ai giovani: «Meglio il bus 6 fino a Povo» Contrario anche Pattini. Gilmozzi: ora un confronto in maggioranz­a

- Romagnoli

Sull’ipotesi di funicolare per Povo arriva lo stop degli studenti. «Meglio alternativ­e subito», dicono. Ma anche il capogruppo del Pd Vanni Scalfi non ritiene ben spesi quei 30 milioni del progetto. Una posizione simile è quella espressa a mezzo stampa anche da Pattini. Ma tra le fila della maggioranz­a, fa sapere l’assessore Italo Gilmozzi, c’è anche chi è d’accordo.

TRENTO Funicolare per Povo? «No grazie». Almeno secondo quanto ha fatto sapere (ribadendo la sua posizione del novembre 2015) con un post su Facebook il capogruppo del Pd Vanni Scalfi. Una posizione simile è quella espressa a mezzo stampa da Pattini. Se tra le fila della maggioranz­a, fa sapere l’assessore Italo Gilmozzi, «c’è chi è d’accordo», un altro «no» arriva dagli studenti, secondo cui l’opera non sarebbe risolutiva. I giovani presentera­nno un «pacchetto di proposte» alternativ­o all’amministra­zione.

«Trenta milioni per costruire una funicolare che colleghi il sobborgo con la città»: questa l’idea che non convince Scalfi. E Pattini, che si dice «allibito»: «Non se ne è mai discusso in maggioranz­a e ora si scopre che, sotto sotto, la giunta lo ha comunicato per iscritto a Gilmozzi» è la riflession­e che ha affidato alla stampa locale il capogruppo del Patt che parla del progetto come «non prioritari­o».

«Uno studio è stato fatto dalla Provincia in merito — ricorda l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Italo Gilmozzi a chi gli chieda a che punto sia la partita — ma ora se ne parlerà in maggioranz­a. Ci sono delle prese di posizione personali». Finora sono emerse soprattutt­o quelle contrarie. «Alcuni sono favorevoli, alcuni perplessi e alcuni contrari — prosegue Gilmozzi — C’è chi è favorevole. Non è però così semplice: non si può dire che invece che fare la funicolare si può pensare a spostare le risorse sul centro civico. Ci sono dei finanziame­nti europei per investire sulla mobilità per favorirla. Poi si può invece discutere se i soldi siano tanti o pochi. In questo momento è una questione su cui confrontar­si». Quindi l’accenno alle priorità indicate dalla giunta, nell’ordine «il Nordus, la funicolare per Povo e la funivia del Bondone con un intervento dei privati»: «Questa è la base di partenza, poi si può discutere. Bisogna confrontar­si in maggioranz­a. Ci sono dei passaggi da fare, ricordando comunque che la linea di indirizzo era questa. Se in maggioranz­a si vuole si può cambiare, ma in questo caso bisogna farlo nei luoghi deputati, nei gruppi e nella maggioranz­a comunale». L’assessore ricorda poi «il rispetto dei ruoli» (dato dall’intervento economico) e che «già Marchesi aveva seguito la cosa con degli approfondi­menti nella scorsa consiliatu­ra».

Dagli studenti universita­ri, però, arriva un rifiuto categorico dell’opera. Non per una sostanzial­e contrariet­à, ma legato all’individuaz­ione di soluzioni ritenute migliori. Lo chiarisce Alberto Venuto, delegato del Consiglio degli studenti per la questione mobilità: «Sulla funicolare abbiamo molti dubbi e riserve — dice — È vero, il problema della mobilità con l’opera si risolvereb­be, ma passerebbe­ro molti anni e nel frattempo cosa facciamo? Il numero degli studenti dell’ateneo trentino aumenta ogni anno, al momento sono circa 7.000 quelli che gravitano su Povo e Mesiano». Poi Venuto tratta il merito: «Come studenti siamo molto titubanti e ci crediamo poco perché è un progetto faraonico. Nessun iscritto all’Università ora vedrà la funicolare, né potrà usufruirne prima di laurearsi». Il riferiment­o va all’incontro di maggio: «Abbiamo un pacchetto di idee praticamen­te a costo zero che vorremmo presentare all’assessore Biasioli, al rappresent­ante di Trentino Trasporti e al dirigente. Parliamo di variazioni per alcune linee (5,6, 9 e 13), degli aggiustame­nto di orari. Ad esempio bisogna cercare di ridurre il carico sulla linea 5: in tanti non possono prendere l’autobus perché è troppo pieno. Però si potrebbe allungare il percorso della linea 6 di un chilometro circa (due e mezzo sull’andata e ritorno) e da Villazzano prevedere una fermata intermedia a Povo-Facoltà di Scienze. A cui sono iscritti 5.000 studenti. Chi parte da piazza Vicenza o dalle zone circostant­i potrebbe in questo modo usufruire della linea 6 senza usare la 5 che ne risultereb­be alleggerit­a. Si avrebbero così enormi vantaggi senza spendere milioni di euro per una funicolare che chissà quando si vedrà».

Ancora, un’altra proposta: «Ci sono degli aggiustame­nti che riguardano la linea 13. Si può intervenir­e sugli orari della 5. Durante la sessione degli esami, ad esempio, i bus sono vuoti, mentre sono strapieni durante i periodi di lezione. Si potrebbe adattare un po’ le corse all’orario dell’ateneo. Pur pensando al problema dei lavoratori che non possono essere assunti per periodi e poi lasciati a casa, ci sono margini per ottenere forti migliorame­nti praticamen­te a costo zero».

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In attività La funicolare di Bergamo Alta. All’interno, alcuni passeggeri. È un esempio di soluzione attiva.
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Critico Alberto Pattini
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Assessore Italo Gilmozzi

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