Corriere del Trentino

Reddito d’inclusione «superato» Il Trentino punta all’assegno unico

Obiettivo: via il primo luglio. Ianeselli (Cgil): saremo determinat­i

- Erica Ferro

TRENTO Il reddito di inclusione varato dal governo Gentiloni non ha solo un «papà» trentino (Cristiano Gori, Corriere del Trentino di ieri), ma anche una sua declinazio­ne locale del tutto peculiare.

In provincia, dove il reddito di garanzia è realtà ormai da anni, l’obiettivo è «ottenere una delega — spiega il segretario generale della Cgil Franco Ianeselli — per poter utilizzare le risorse statali destinate a questa nuova misura all’interno dell’assegno unico». È questo il progetto trentino, già annunciato dalla Provincia nei mesi scorsi: ricomprend­ere in un assegno unico tutti i contributi ai nuclei familiari esistenti sul territorio «a partire dal primo luglio». Un traguardo ambizioso, «ma siamo determinat­i» assicura Ianeselli. La prima persona plurale include sindacati, patronati e vicepresid­ente della Provincia, reduci da un incontro utile a fare il punto della situazione e tracciare la rotta futura, quella di un’intesa che porti l’assegno unico a entrare in vigore col mese di luglio.

«In Trentino c’è già il reddito di garanzia — ricorda il segretario della Cgil — che riteniamo una misura fondamenta­le, già di per sé superiore al pur importante reddito di inclusione». Lo strumento provincial­e prevede un massimale che può arrivare, nel caso dei nuclei più numerosi, anche a 950 euro a famiglia, mentre quello nazionale pare che nel 2017 potrà arrivare fino a 485 euro al mese. L’ipotesi trentina è dare vita a un assegno unico che abbracci gli interventi di sostegno economico esistenti, il già citato reddito di garanzia dunque e l’assegno regionale al nucleo familiare con figli, con una quota pensata per le famiglie a rischio povertà e un’altra per quelle con un indicatore Icef più alto ma con figli. Una platea potenziale di circa 50.000 famiglie delle oltre 230.000 totali.

«Non si tratterà di una semplice operazione sommatoria — chiarisce Ianeselli — perché mettendo assieme le risorse, circa 60 milioni di euro, si potranno ripesare i contributi». L’intento del sindacato è di farvi confluire anche i circa 20 milioni di euro che l’ultima finanziari­a provincial­e ha destinato all’abbattimen­to delle tariffe degli asili nido e alla copertura della riduzione dell’addizional­e Irpef per le famiglie con figli. «Anche perché l’Irpef è un indicatore imperfetto — chiosa il sindacalis­ta — mentre l’Icef coglie in maniera più precisa la reale condizione economica dei nuclei familiari». Come succede già adesso, la quota di assegno unico destinata a chi si trova in condizioni di indigenza sarà legata a politiche di condiziona­lità (la disponibil­ità all’accettazio­ne di un impiego ad esempio). «Il reddito di inclusione è un ottimo risultato a livello nazionale, che in Trentino era già stato ottenuto — conclude Ianeselli — Auspico se ne possano utilizzare le risorse per l’assegno unico, se non subito, spero col tempo».

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Famiglia Un bambino con il padre. Il Trentino punta a varare l’assegno unico per il welfare

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