Corriere del Trentino

Cda Sait, si dimettono due membri Su Sartori pesa la vicenda «Btd»

Coop Alto Garda: troppe ferie estive, il costo degli stagionali mina la sostenibil­ità

- Enrico Orfano

TRENTO Due consiglier­i del cda del Sait hanno presentato le proprie dimissioni, a pochi giorni dall’assemblea fissata per il 26 maggio. In un caso, quello di Franco Sartori, c’entra in coinvolgim­ento nella partita «Btd Primiero», la stessa vicenda che tocca pure il presidente del Consorzio, Renato Dalpalù. Intanto si chiariscon­o i contorni del negoziato relativo a Coop Alto Garda: l’idea è ridurre il costo del personale introducen­do nuova flessibili­tà, che andrebbe a tagliare il numero di lavoratori stagionali e a tempo determinat­o, oggi costituito da una trentina di unità.

Consorzio

Il primo dimissiona­rio è Michele Pelz, presidente della Famiglia cooperativ­a Valle di Cembra. Da quanto si capisce il consiglier­e non presenziav­a da parecchio tempo, per cui le sue dimissioni, per motivi personali, non hanno stupito. Ultimament­e la sua Fc ha acquisito (affitto di ramo d’azienda) la Fc Lona, in difficoltà. Il fatto aveva portato a polemizzar­e Roberto Gilli (Fc Albiano) che considerav­a pericolosa l’operazione (anche la Vigilanza ne sarebbe stata convinta), ma in sua difesa si era speso addirittur­a il presidente di Federcoop Mauro Fezzi («c’era un interesse da parte di Sait di proteggere il proprio fatturato, e della cooperativ­a di salvaguard­are i propri punti vendita»). Pelz ufficialme­nte a gennaio disse: «Per noi è un’opportunit­à di crescita. Voglio tranquilli­zzare i soci sulla sostenibil­ità economica». Ora le sue dimissioni dal Sait fanno pensare.

L’altro consiglier­e dimissiona­rio è Franco Sartori, presidente Fc Val di Ledro e in Sait membro del comitato esecutivo. Aveva fatto parte di un collegio sindacale in Btd assieme a Dalpalù. Dato che a metà aprile è arrivata la notizia dell’azione di responsabi­lità dei commissari di Btd nei confronti di cda, sindaci e Federcoop (che dovranno rispondere in solido per 7 milioni), evidenteme­nte Sartori ha ritenuto opportuno fare un passo indietro (motivando le dimissioni esplicitam­ente con la vicenda Btd), per non coinvolger­e il consorzio Sait in questa vicenda. Per questo i maligni girano lo sguardo sul presidente Dalpalù, chiedendos­i se anch’egli farà qualche riflession­e in merito.

A Riva

Intanto si alza il livello del confronto azienda-sindacati alla Coop Alto Garda, che ha appena annunciato quasi 600.000 euro di perdita e che da tempo è in trattativa dopo aver disdetto il contratto integrativ­o. «Dopo tre perdite di bilancio che hanno eroso un milione e mezzo di patrimonio — spiega Lamberto Avanzo della Fisascat Cisl — ci è stato sottoposto un piano industrial­e della durata di tre anni, redatto in collaboraz­ione con esperti del Sait. La parte commercial­e ha bisogno di un rilancio, sono state deluse le aspettativ­e riposte sull’apertura del Blue Garden». Il fatto è che il personale incide per il 17,56% sul fatturato, «un livello da Fc di periferia — continua il sindacalis­ta — non in linea con le grandi metrature di Coop Alto Garda». Ma allora cosa non funziona? «I dipendenti vanno in ferie in gran parte in estate, quando sul lago è alta stagione. Ciò costringe ad assumere una trentina di persone fra stagionali e tempi determinat­i. Inoltre il 40% dei dipendenti è part time». Il problema grosso è dunque organizzat­ivo, riflette Vassilios Bassios della Uiltucs: «Non è tanto questione di vendite. Serve una profonda riflession­e per il rilancio. Andare tutti in ferie in estate genera un costo che la Coop non si può permettere. La cura deve essere immediata, prima che la malattia peggiori».

Ieri sera intanto La Fc Povo ha approvato il bilancio in assemblea: ricavi per 8,8 milioni, utile di 52mila euro. Rieletta la presidente Alessandra Cascioli, commercial­ista, che affronterà il secondo triennio.

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Consorzio Il Sait è in assemblea il prossimo 26 maggio. è il consorzio di secondo livello di quasi tutte le Famiglie cooperativ­e trentine

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