Corriere del Trentino

Itas, è il giorno del nuovo direttore I delegati: «Buoni segnali dal cda»

Apprezzate le parole di apertura di Di Benedetto. Agrusti pronto nonostante il clima

- Andrea Rossi Tonon

TRENTO Chi sarà il nuovo direttore generale di Itas Mutua? La risposta potrebbe arrivare oggi. In mattinata si aprirà infatti una nuova seduta del consiglio d’amministra­zione della mutua durante la quale si deciderà quasi sicurament­e chi sarà il successore di Ermanno Grassi.

L’ultima seduta, svoltasi venerdì scorso, si era conclusa con un nulla di fatto e il confronto sul nome del nuovo direttore si era concluso già a metà mattinata quando, dopo circa tre ore di riunione, i componenti tedeschi del board avevano lasciato Casa Itas a passo svelto. A quel punto il lavoro del consesso era proseguito su altri punti all’ordine del giorno, salvo concludere l’incontro con un rinvio data la grande mole di lavoro.

Le dichiarazi­oni rilasciate al Corriere del Trentino da Giovanni Di Benedetto all’indomani della riunione stanno facendo ben sperare delegati, lavoratori e sindacati. Il presidente aveva rassicurat­o sul fatto che il cda stesse lavorando «responsabi­lmente e collegialm­ente» per arrivare a una soluzione capace di rispondere «alle logiche del mercato e alle esigenze del ruolo assunto dalla nostra mutua e ai suoi valori», ma allo stesso tempo anche ai «positivi contributi prevenutic­i da varie componenti del mondo Itas», con riferiment­o alle posizioni assunte proprio dai delegati e dai rappresent­anti dei lavoratori. Di Benedetto, infine, spiegava che di tali contributi «terremo doverosame­nte conto» al fine di giungere a una nomina «condivisa e idonea». Un’apertura apprezzata dai delegati, secondo molti dei quali «si tratta della scelta più ragionevol­e». L’ideale, secondo questi, sarebbe «arrivare a una soluzione interna che conduca alla scadenza del 2018». Tuttavia, al momento di andare in stampa, nessun contatto diretto sarebbe ancora avvenuto tra il vertice di Itas Mutua e i rappresent­anti degli agenti per discutere della nomina di domani.

Pur avendo perso quotazioni, dunque, la candidatur­a di Raffaele Agrusti non sarebbe ancora del tutto tramontata. Il manager Rai, ex Assicurazi­oni Generali, avrebbe dato la propria disponibil­ità a ricoprire l’incarico. Basta il clima sfavorevol­e a una sua eventuale direzione a far desistere i consiglier­i? La risposta, di nuovo, arriverà oggi dalla sala-navicella che spicca sul tetto della sede de Le Albere.

Domenica la stampa nazionale dava l’approdo di Agrusti alla mutua trentina per cosa fatta come conseguenz­a del dimezzamen­to del suo stipendio da manager Rai. Se così dovesse essere, la condivisio­ne per la scelta, almeno quella con i delegati, parrebbe non esserci stata. Fattore che potrebbe determinar­e uno scontro interno e qualcuno si sarebbe già detto pronto a fare ricorso all’articolo 10 dello Statuto dell’istituto secondo il quale il 10% dei delegati può richiedere la convocazio­ne di un’assemblea straordina­ria nella quale sfiduciare il cda. Ipotesi remota, tanto più dopo il messaggio d’apertura di Di Benedetto, ma comunque possibile.

Itas, però, non sarebbe l’unico approdo possibile per Agrusti qualora dovesse lasciare la Rai. Ad attenderlo a braccia aperte, infatti, ci sarebbe Poste Vita.

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Le Albere Nella foto la sede di Itas Mutua che sorge nel quartiere di Piano

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