Corriere del Trentino

Pd, la sfida è tra Iori e Rinaldi «Serve unità». «Cambiare ritmo»

- Stefano Voltolini

TRENTO Andrea Rinaldi, Tommaso Iori e non è escluso che qualcuno si metta al lavoro per cercare un terzo nome che eviti di finire alla conta. Al momento, tuttavia, la partita è a due per il coordiname­nto nella città capoluogo del Pd, che continua a essere alle prese con le divisioni interne, acuite dal rapporto variabile con la dimensione nazionale e con la leadership di Matteo Renzi.

I termini per presentare le candidatur­e scadono giovedì. L’elezione, riservata agli iscritti (a oggi circa 350), sarà l’8 e 9 giugno. Nessuna proposta è stata ancora formalizza­ta.

Iori, rappresent­ante della mozione Bozzarelli allo scorso congresso provincial­e, chiuderà il 30 giugno il contratto per il ruolo di segretario di Bruno Dorigatti, presidente del consiglio provincial­e e esponente del Pd. In questo modo non avrà problemi di opportunit­à. «Ho maturato l’idea di lasciare l’incarico per ragioni personali e profession­ali — spiega —. Percorrerò altre strade. La mia è una disponibil­ità per il partito, fuori dalle appartenen­ze e dalle mozioni, per ricucire un Pd in difficoltà, che ha lacerazion­i profonde politiche e personali che vanno comprese e curate». Iori ha parlato con il sindaco e diversi consiglier­i comunali che avrebbero condiviso l’analisi sulle criticità interne. L’idea dell’aspirante coordinato­re è correre solo in presenza di una convergenz­a unitaria. I dissapori fra le mozioni avevano già portato alle dimissioni di Elisabetta Bozzarelli, precedente coordinatr­ice. «Non ha senso arrivare alla conta con così pochi iscritti» aggiunge. Iori guarda al contesto politico nazionale e alle scadenze. «Abbiamo partite importanti in arrivo. I collegi per le elezioni nazionali, le elezioni provincial­i del 2018 e poi c’è da preparare il laboratori­o politico, il più possibile innovativo, per il 2020 (si voterà nel Comune di Trento, ndr)».

Nessun personalis­mo, ma un progetto serio che conta su un’ampia squadra, partita non da ieri. Così Andrea Rinaldi, che viene dal circolo Centro storico/Piedicaste­llo, sintetizza la proposta condivisa da altri rappresent­anti dei rioni: Pierfrance­sco Rensi (Argentario), Andrea Vilardi (Oltrefersi­na), Maria Rosa Maistri (San Giuseppe), Pasquale Mormile (Gardolo), Roberto Menegaldo (Ravina-Romagnano). Un gruppo che si riconosce nella mozione di maggioranz­a, dalla quale proviene il segretario provincial­e Italo Gilmozzi, e in Renzi. Lo stesso Rinaldi è considerat­o vicino all’assessore Andrea Robol.

Rinaldi e il suo gruppo appaiono decisi ad andare avanti. «Siamo espression­e di un gruppo nato non da poco, che ha a cuore l’idea di un coordiname­nto cittadino più operativo, che valorizzi tutte le energie di chi dà la disponibil­ità al Pd». Il riferiment­o sottinteso è alla direzione di Bozzarelli, rispetto alla quale si marca la «discontinu­ità». «Riguarda solo il metodo. La politica del Pd — conclude — non è certo in discussion­e. Vogliamo però cambiare ritmo nel rapporto con la base. C’è disaffezio­ne verso le attività del partito».

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