Corriere del Trentino

DON CAMILLO, IL SINDACO PEPPONE E LA POLITICA DEL BUON SENSO

- Il caso di Luca Malossini Tommaso Pasquali, TRENTO

Mi è capitato di vedere alla television­e, per l’ennesima volta, il film di Peppone e don Camillo. Sono legato a quei due personaggi — interpreta­ti con maestria da attori quali Gino Cervi e Fernandel — usciti dalla divina penna creativa di Giovannino Guareschi. Il prete e il comunista, l’acqua santa e il diavolo. Tanti dispetti, ma anche tanto rispetto e alla fine il buon senso l’ha sempre fatta da padrone. Pensavo alla politica di oggi, dove più che al bene dei cittadini si cerca di esaltare il bene personale. Non ci si rispetta, l’insulto ha preso il posto del buon senso. Questa è l’aspetto che più di altri preoccupa. Capisco ed è giusto che ci siano più idee che si confrontan­o, anche in maniera animata, ma deve sempre prevalere l’educazione. Se il parlamento, come pure il Consiglio provincial­e o quello comunale, non danno il buon esempio, è facile che i cittadini si sentano liberi di comportars­i alla stessa maniera, dando un calcio anche i più elementari comportame­nti civili.

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