Corriere del Trentino

Tridente, overdose fatale: muore papà di due bambini

Tragedia al Tridente. Fabio Oberosler, 41 anni, di Trento, trovato senza vita in una cantina La siringa, l’eroina, l’ultimo viaggio. I vicini: la notte suonava i campanelli cercando un riparo

- Roat

Tragedia al Tridente. Un quarantune­nne di Trento, Fabio Oberosler, padre di due bambini, è stato trovato senza vita in una cantina a causa di un’overdose. «La notte suonava i campanelli in cerca di un riparo» ricordano i vicini.

TRENTO «A quelle due pesti dei miei cuccioli, grazie di esistere siete la cosa più importante e bella che mi sia mai capitata, grazie il vostro papà». Poche parole scritte con il cuore. Il cuore di un padre affettuoso, premuroso, nonostante la sua fragilità e quella lunga battaglia che, purtroppo, non è riuscito a vincere. Il messaggio è stato postato il 22 agosto. Le foto sul suo profilo facebook, i sorrisi, gli abbracci, poi quel buio che lo avvolgeva all’improvviso. Tutto cambiava in pochi attimi. Una bustina, un cucchiaio, una siringa e un nuovo viaggio.

Guardando le immagini è difficile capire. Perché lui amava quei due bimbi, erano il suo mondo, e ha combattuto per loro, ma non ce l’ha fatta. Non è riuscito a vincere la sua battaglia contro la dipendenza. Ci ha provato tante volte. Una vita normale per lui non doveva essere solo un sogno, ma l’altra notte ha deciso di riprovare, è tornato nel tunnel. Un’ultima dose, purtroppo fatale.

Aveva solo 41 anni, Fabio Oberosler, di Trento. Il suo corpo è stato trovato ieri verso mezzogiorn­o in una cantina di una palazzina del Tridente al civico 24 nella quale spesso si rifugiava per ripararsi dal freddo. È stato un vicino ad accorgersi di lui. È sceso in cantina per prendere alcune cose e ha notato la luce accesa della cantina a fianco la sua. «Mi è sembrato strano e mi sono avvicinato, ho visto dei pasticcini andati a male, ho provato a chiamare per vedere se c’era qualcuno, ma nessuno ha risposto. Poi mi sono sporto e l’ho visto lì a terra» spiega, ancora scosso.

La chiamata al 112 è stata immediata. Così come l’intervento dei sanitari del 118, arrivati con l’automedica e gli agenti della squadra volante della polizia. Ma per Fabio non c’era più nulla da fare. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Fabio aveva compiuto 41 anni a settembre.

Secondo i primi accertamen­ti la morte risale all’altra notte, ma nessuno, prima di ieri, si era accorto di lui. «Avevo sentito della musica nei giorni scorsi — ricorda il vicino di casa — ma non ci avevo prestato troppa attenzione». Un’altra vicina ricorda di averlo visto più volte nella palazzina. Spesso tornava anche la notte. Per un periodo Fabio era stato ospite di un amico che abita al Tridente, viveva nel suo appartamen­to, ma da due mesi l’amico vive in comunità e la casa è rimasta vuota. Fabio aveva le chiavi dell’appartamen­to, ma forse le aveva perse, così di notte tornava nella palazzina, suonava tutti i campanelli per entrare e trovare un rifugio per la notte. «Lo vedevamo spesso negli ultimi tempi» racconta una vicina, ancora incredula. Ha in mano i sacchi dell’immondizia, guarda la polizia entrare e uscire dalla casa. Scuote la testa. «Dispiace — sussurra — la notte di Halloween mio marito voleva chiamare i carabinier­i perché si era attaccato di nuovo al campanello perché voleva entrare». I vicini sono increduli, nessuno sa come si chiamava, ma il suo volto al Tridente lo conoscevan­o. Un volto noto anche alla polizia, tanti sapevano del suo problema di tossicodip­endenza e delle molte volte che il quarantenn­e aveva tentato di liberarsi dalla dipendenza.

Accanto al suo corpo è stata trovata una siringa con tracce di droga. Fabio è stato probabilme­nte stroncato da una dose di eroina. Il suo corpo, che forse non era più abituato alla droga non ha retto a quell’ultima dose. La Procura, subito avvertita, ha ritenuto di non ordinare l’autopsia e ha già concesso il nulla osta alla sepoltura. Le cause della morte, purtroppo, sono fin troppo chiare. La polizia ora sta cercando di capire chi è stato a vendere la dose fatale che ha ucciso Fabio Oberosler.

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(Foto Rensi/Nardelli) La tragedia Sotto una bella foto di Fabio Oberosler, a fianco la salma viene portata fuori dalla palazzina. In alto i vicini di casa che hanno dato l’allarme
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