Corriere del Trentino

Parco Adamello Brenta, la centrale della discordia

La concession­e di una centrale sul torrente Arnò mette sotto i riflettori il Parco Adamello.

- Giovannini

TRENTO La decisione, assicura il presidente Joseph Masè, sarà presa nei prossimi giorni. Non prima però di aver ascoltato, nella prossima riunione della giunta esecutiva, le ragioni dell’amministra­zione di Sella Giudicarie da una parte e le valutazion­i del dirigente provincial­e Claudio Ferrari dall’altra. Ma l’attesa, soprattutt­o all’interno dell’agguerrito comitato «Salvarnò», è alta. E gli occhi sono tutti puntati sulle mosse del Parco naturale Adamello Brenta.

Il motivo è legato, ancora una volta, al nodo — tanto dibattuto quanto delicato — della costruzion­e di mini-centraline idroelettr­iche sui fiumi trentini. In questo caso sull’Arnò. Dove da tempo si combatte contro la concession­e di nuove centrali. «L’Arnò è in grave pericolo» conferma Giovanna Molinari, una delle anime del comitato Salvarnò. Che si concentra subito sul progetto finito sotto la lente: la concession­e chiesta da un privato della zona per la costruzion­e di una centralina in val Breguzzo e già passata al vaglio dei servizi provincial­i. Ma osteggiata dal comitato e anche dal Comune di Sella Giudicarie. «L’amministra­zione, con la quale collaboria­mo — prosegue Molinari — ha presentato delle forti motivazion­i contro il progetto di centralina idroelettr­ica: in quell’area il Comune vuole realizzare un percorso didattico, ma anche altre attività legate allo sviluppo di un turismo sostenibil­e». Per questo comitato e Comune, in attesa del pronunciam­ento della Via («Che potrebbe dare qualche speranza» dice ancora la rappresent­ante), hanno giocato un’ulteriore carta, chiedendo al Parco Adamello Brenta di allargare i propri confini per comprender­e all’interno anche la zona interessat­a dal progetto di sviluppo idroelettr­ico.

Una richiesta che l’ente di Strembo ha valutato attraverso i propri esperti. Ricevendo, però, allo stesso tempo un messaggio chiaro da parte del privato: in sostanza l’uomo ha tacciato la proposta del Comune come strumental­e, anticipand­o l’intenzione di ricorrere in tutte le sedi legali nel caso di un «sì» del Parco alla richiesta di allargamen­to dei confini. «Si tratta di una situazione decisament­e delicata» ammette il presidente dell’ente di Strembo. «La giunta — prosegue Masè — ha valutare la relazione della commission­e per capire le posizioni del privato e del Comune. Ma vista la complessit­à dell’argomento, abbiamo deciso di approfondi­re ulteriorme­nte la questione, ascoltando il sindaco di Sella e anche il dirigente Claudio Ferrari, membro di diritto della giunta ma assente la scorsa settimana». Al dirigente provincial­e del Servizio aree protette, in particolar­e, l’esecutivo del Parco chiederà di riassumere i pareri (positivi) al progetto espressi dai servizi provincial­i. Poi ci sarà la decisione finale, che il comitato attende con ansia.

Molinari Il torrente è in grave pericolo Puntiamo a un turismo sostenibil­e Masè Si tratta di un tema delicato Ci servono ulteriori riflession­i

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Nel mirino Il torrente Arnò è interessat­o da progetto di mini-centrali idroelettr­iche

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