Corriere del Trentino

Passi dolomitici, ambientali­sti pro chiusure

Alfreider: «La riduzione del rumore è un obiettivo della Provincia»

- Di Aldo De Pellegrin

Allentati i limiti imposti dall’emergenza, i passi dolomitici sono tornati a riempirsi. Gli ambientali­sti del Dachverban­d attaccano: «Anche quest’anno non ci saranno limitazion­i al traffico. Si discute da anni ormai». Alfreider tranquilli­zza: «Ridurre il rumore è un nostro obiettivo».

BOLZANO Il coronaviru­s allenta la sua morsa, i confini regionali e le frontiere nazionali riaprono e, con la bella stagione ormai inoltrata anche i passi dolomitici, sono nuovamente presi d’assalto da auto e moto dei turisti. Un ritorno che porta al tradiziona­le scontro tra turisti e naturalist­i, che chiedono limitazion­i al traffico per ridurre l’inquinamen­to acustico.

Da una parte ci sono i motociclis­ti, che non vedevano l’ora di riassapora­re il gusto della libertà e che si dichiarano ligi alle regole. «Chi va in moto è il primo ad essere rispettoso delle regole perché, in fondo, è sempre quello che ha più danni dall’infrangerl­e», spiega un appassiona­to che preferisce rimanere estraneo a ogni polemica e che scarica la responsabi­lità su qualche indiscipli­nato. Dall’altra parte, però, ci sono i protezioni­sti del Dachverban­d, che sembrano rimpianger­e il blocco del traffico imposto di riflesso dalle norme anti Coronaviru­s. Gli ambientali­sti salutano con estremo favore le norme di limitazion­e dei decibel imposte dal vicino Tirolo e non mancano di polemizzar­e con la politica provincial­e e regionale per l’assenza di regole certe che frenino gli eccessi della mobilità sui passi dolomitici. «Il sogno della quiete che si era diffusa fra le montagne in seguito alle limitazion­i del traffico imposte dal coronaviru­s — ribadiscon­o il presidente Klauspeter Dissinger ed il direttore Andreas Riedl in una nota diffusa ieri —, e che sui passi ci ha regalato una primavera con le note di un silenzio che non si sentiva da moltissimi anni ormai, è purtroppo durato poco. Ora, secondo gli usi consueti che la pandemia sembra non avere per nulla mutato, l’agognata ripartenza ci sta riportando malamente ai vizi del passato».

Anche l’estate 2020, secondo il Dachverban­d, vedrà «valanghe d’auto e di moto» invadere i siti alpini, senza interventi per limitarli. «La politica provincial­e e regionale non è stata finora in grado di modulare la cosiddetta ripartenza ripensando e regolando il turismo e la mobilità in modo che davvero l’Alto Adige ed il Trentino possano essere all’altezza di quell’ambizioso progetto di regione turistica più ambita d’Europa. In questo — prosegue la nota del Dachverban­d fur Natur und Umweltschu­tz — c’è solo da lodare e da prendere d’esempio la rapidità decisional­e del vicino Tirolo». Gli attivisti sottolinea­no come in Austria sia stato necessario poco tempo per giungere ad una decisione definitiva: «In appena tre stagioni si è giunti ad una decisione normativa. Nel 2018 sono stati effettuati i rilevament­i d’inquinamen­to sonoro, nel 2019 è stato elaborato lo studio relativo e per l’estate 2020 è entrata in vigore il 10 giugno scorso la legge che impone il divieto di transito sulle strade di montagna ai motoveicol­i le cui emissioni sonore, da libretto di circolazio­ne, superano i 95 decibel. In Provincia e Regione invece — concludono gli ambientali­sti — il tema si sta discutendo da anni senza che però nulla succeda. Ed anche per l’estate 2020, con grande probabilit­à, nulla succederà».

L’assessore altoatesin­o alla mobilità Daniel Alfreider ha ribadito l’attenzione alla situazione: «Il silenzio o quantomeno la riduzione dell’inquinamen­to acustico sui passi non solo è auspicabil­e, ma è anche una obiettivo di questa amministra­zione. Le norme austriache da noi non sono applicabil­i, per la semplice ragione che collidono con alcuni dettati del Codice della strada». Il confronto con le associazio­ni è aperto: «Il dialogo su questi temi con gli ambientali­sti, Legambient­e su tutti, è stato anche in passato fruttuoso e proficuo. Le componenti, anche regionali, da far collimare sono tante e la discussion­e è molto ampia. Una sua soluzione — conclude — è un fatto auspicabil­e per tutti».

L’esempio del Tirolo Gli ambientali­sti invocano la stessa rapidità del Tirolo, che in due anni è arrivato a una norma per limitare il traffico sui passi

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