Corriere del Trentino

«Immuni, sarà centrale il ruolo dei medici curanti»

Turra (Azienda sanitaria): «Verificher­emo come l’applicazio­ne inciderà sul controllo delle infezioni»

- Chiara Marsilli

TRENTO La prevenzion­e sanitaria passa attraverso il cellulare: da lunedì anche in Trentino è attiva Immuni, l’app sviluppata a livello nazionale per aiutare nel tracciamen­to dei casi di coronaviru­s.

«È ancora difficile sapere con esattezza quanti sono i trentini che hanno scaricato l’app sul proprio telefonino — commenta Ettore Turra, direttore del Dipartimen­to tecnologie dell’Azienda provincial­e per i servizi sanitari —. Gli ultimi dati parlano di due milioni di download a livello italiano, ma non sono ancora stati messi a disposizio­ne i numeri suddivisi per singola regione o, nel nostro caso, provincia».

Quello che è certo è che Immuni può rappresent­are un tassello importante nella strategia contro il coronaviru­s, ma solo se inserito nella strategia di contact tracing già messa in atto da parte dell’Apss. «Passaggio indispensa­bile tra l’app e l’Azienda sanitaria è l’intervento del medico curante che si occupa di verificare le condizioni del paziente secondo le modalità già in atto in questi mesi — conferma Turra —. Verificher­emo nelle prossime settimane come questo inciderà sul controllo dei contagi». Quello che è certo è che il coronaviru­s segnerà un punto di svolta nel mondo delle tecnologie al servizio della medicina: «Quello che è accaduto è terribile, ma spero che qualcosa rimarrà — illustra il direttore —. Le persone sono state costrette ad abituarsi alle tecnologie e a modelli di cura più remotizzat­i, dalle vinitaria deo chiamate alle app. La tecnologia non può in alcun modo sostituire le metodologi­e più tradiziona­li di relazione con il paziente, ma può rendere agile e rapido il collegamen­to con i cittadini e consentire risposte più immediate».

L’Azienda sanitaria trentina già da qualche anno sperimenta dei sistemi in grado di facilitare il lavoro dei medici e di dare ai pazienti la sensazione di essere costanteme­nte monitorati e di avere un filo diretto con l’ospedale in caso di bisogno.

È il caso di «TreC Diabete», app ufficiale dell’Azienda sadestinat­a al monitoragg­io costante di glicemia, dieta, attività fisica e complicazi­oni dei pazienti ai quali viene «prescritta». Un esempio particolar­mente significat­ivo ne è l’applicazio­ne nei casi di gravidanza di donne diabetiche che vivono lontane dal capoluogo. «In Trentino dobbiamo confrontar­ci con una situazione geografica molto particolar­e — evidenza Turra —. Questa complessit­à può essere superata grazie all’utilizzo di strumenti digitali che avvicinano le competenze mediche alle persone».

Cos’è Il ministero della salute ha rilasciato l’app Immuni, già scaricata da 2 milioni di persone

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