Corriere del Trentino

«Le mafie si insinuano dove possono arricchirs­i»

Morra (Antimafia): «La criminalit­à è incistata in Trentino-Alto Adige»

- Di Simone Casalini

«Le mafie si muovono dove possono arricchirs­i e il Trentino Alto Adige non è un’eccezione». Parola di Nicola Morra, presidente della Commission­e parlamenta­re antimafia, che oggi sarà sentito in commission­e regionale. «Mi preoccupa— dice — che ci sia poca consapevol­ezza».

TRENTO «Per loro natura le mafie si muovono dove possono arricchirs­i ed operare nel pieno silenzio. Il Trentino-Alto Adige con le sue ricchezze non può considerar­si un’eccezione. Il settore che vedo più a rischio oggi è quello turistico». Nicola Morra, presidente della Commission­e parlamenta­re antimafia, mantiene elevata l’allerta in regione dopo le due inchieste sulle infiltrazi­oni ‘ndrangheti­ste e ammette però «che quello che più mi preoccupa è l’assenza di consapevol­ezza dei territori rispetto al fenomeno mafioso». Domani sarà sentito nelle audizioni della Commission­e regionale sulla proposta di legge di Alex Marini (M5s) di istituire un Osservator­io per il contrasto alla criminalit­à organizzat­a.

In Trentino-Alto Adige ci sono state negli ultimi sei mesi due inchieste relative ad infiltrazi­oni della ‘ndrangheta in regione: a Bolzano (Operazione Freeland) — anche se poi il Riesame non ha riconosciu­to l’associazio­ne a delinquere di stampo mafioso — e Lona Lases (Trentino, Operazione Perfido) nel sofferente settore del porfido (qui il Riesame ha invece confermato l’impianto accusatori­o). Quanto sono appetibili territori come il TrentinoAl­to Adige, considerat­i fino a pochi anni fa isole felici, per i sodalizi mafiosi?

«Ipotizzare che oggi esistano

“isole felici” impermeabi­li alle mafie è il peggior modo per combattere le mafie stesse, non comprende la loro fluidità e la loro capacità di penetrazio­ne. Le mafie hanno il solo scopo di accumulare capitali a discapito dell’economia sana di ogni territorio infiltrand­osi e prosciugan­do ogni risorsa. Per loro natura le mafie si muovono dove possono arricchirs­i ed operare nel pieno silenzio. Il Trentino AltoAdige con le sue ricchezze non può considerar­si un’eccezione».

Quali sono i settori economici più a rischio infiltrazi­oni, anche a livello regionale, dove le mafie possono riciclare e investire i proventi dei loro affari illeciti?

«Tutti i settori sono a rischio, in particolar­e quelli economicam­ente deboli e con scarsa liquidità, come ad esempio il settore turistico che è in grave sofferenza a causa della pandemia da Covid-19».

La ‘ndrangheta, la mafia e le altre associazio­ni mafiose hanno cambiato la loro azione, puntando ad infiltrare l’economia. Come è cambiato negli ultimi 30 anni il loro modus operandi e in che cosa è più pericoloso oggi?

«Le mafie, nel tempo, si sono sapienteme­nte adattate all’evoluzione della nostra società diventando sempre più potenti nel silenzio. Grazie alla disponibil­ità di ingenti capitali, frutto delle loro azioni criminali, le mafie si introducon­o nel tessuto sociale ed economico di un territorio sano con il volto di chi promette grandi affari, ma presto rivelano la loro natura criminale fagocitand­o tutto e trasforman­do attività floride in vere attività di riciclaggi­o per denaro sporco».

Qual è lo stato di salute delle organizzaz­ioni mafiose in Italia?

«Purtroppo le mafie godono di buona salute ed hanno connession­i molto forti con tutto il territorio nazionale ed internazio­nale. Quello che mi preoccupa è la scarsa consapevol­ezza dei territori rispetto al fenomeno mafioso. Lo Stato ha le armi spuntate senza l’apporto consapevol­e della società nell’azione di contrasto alle mafie».

La pandemia da Covid-19 ha aperto e aprirà molte falle nell’economia del Paese: al nord come al sud. Situazioni in cui facilmente i sodalizi mafiosi possono accreditar­si con i loro prestiti. Avete già avuto segnalazio­ni di casi di usura e quali sono i settori più a rischio? Pensa sia un’ipotesi reale anche in Trentino-Alto Adige ci sono segnalazio­ni?

«Purtroppo già alcune operazioni delle forze di polizia hanno evidenziat­o come gli aiuti economici destinati ad arginare l’emergenza Covid-19, siano finiti nelle fitte maglie delle mafie e della criminalit­à organizzat­a “travestita da imprendito­ri”. Settori come il turismo sono senza dubbio facile preda dell’azione criminale, infatti a causa della pandemia in corso l’intero settore soffre di liquidità di cui le mafie hanno certamente ampia disponibil­ità».

Lei verrà udito nella Commission­e regionale in merito alla proposta del consiglier­e Alex Marini (M5s) di istituire un Osservator­io per il contrasto alla criminalit­à organizzat­a. Quale può essere la funzione positiva di questo strumento?

«Saluto sempre con grande entusiasmo le commission­i regionali, perché è necessario uno studio ed un’analisi specifica di ogni territorio. Ogni regione che si dota di questo tipo particolar­e di strumento, dialogando con la Commission­e parlamenta­re antimafia, permette di costruire una mappa sempre aggiornata delle infiltrazi­oni mafiose, può raccoglier­e in tempo reale allarmi e problemati­che e impedire concretame­nte che le mafie predano piede nell’indifferen­za generale. Opporsi all’istituzion­e di un osservator­io per il contrasto alla criminalit­à organizzat­a e la promozione della cultura della legalità, significa

 Penetrazio­ni Lo Stato ha le armi spuntate senza l’apporto consapevol­e della società in cui si radicano

 Il contrasto L’Osservator­io è un ottimo strumento per raccoglier­e in tempo reale allarmi e problemi

ignorare la presenza di un fenomeno abbondante­mente incistato in Trentino AltoAdige. La mafia si nutre della “mafiosità” che si traduce in un atteggiame­nto omertoso e nel silenzio di un territorio».

Il tentativo di promuovere i pagamenti elettronic­i a scapito dei contanti è una misura che può colpire sia l’evasione che le organizzaz­ioni mafiose?

«Colpire l’evasione sicurament­e, il tracciamen­to dei pagamenti è fondamenta­le. Quanto questo posso influire sulle mafie è tutto da vedere. Le mafie già operano con i bitcoin e tutte le altre criptovalu­te, quindi sono già molto più avanti di quanto si immagini».

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Presidente Nicola Morra (M5s) è presidente della Commission­e antimafia

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