Corriere del Trentino

«L’Italia c’è, ma aspettiamo gli stranieri»

- An. Pra.

Sergio Chiesa, storico direttore dell’Hotel Piccolo Mondo, oltre che deputato tra le file di Forza Italia negli anni ‘90, è ottimista: «È importante ricomincia­re, ci sono segnali positivi dalla clientela italiana, attendiamo gli stranieri».

Sergio Chiesa ha diretto per decenni l’Hotel Piccolo Mondo, ora passato in gestione al figlio Alberto Chiesa. È stato anche deputato alla Camera tra le file di Forza Italia nella legislatur­a 1994-1996. Anche al Piccolo Mondo la stagione è ufficialme­nte iniziata? «È aperto dal 1° maggio, quando si è potuto di nuovo girare tra regioni. Prima, anche se era legalmente possibile, non avrebbe avuto senso per il Trentino, dove il turismo interno è limitato. È stato importante ricomincia­re, aggiornare i siti internet, insomma far trovare pronta la nostra offerta turistica anche come segnale positivo per chi si dovesse affacciare alla nostra struttura e a luoghi speciali come Torbole e il lago di Garda. Pure dovessimo raccoglier­e poco sarebbe importante per il morale e vogliamo mantenere la speranza che le cose migliorera­nno».

Qualche cliente si è già presentato?

«Tre famigliole da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, a riprova dell’importanza del passaggio interregio­nale. Volevano rilassarsi in questa natura meraviglio­sa che abbiamo e che non è facile trovare da altri parti credo. In generale ci sono segnali positivi dalla clientela italiana, anche se le prenotazio­ni effettive sono ancora poche. L’importante è che si sistemi anche l’Europa, da cui viene una grossa parte della clientela, soprattutt­o il mondo tedesco. Se l’Europa e il nostro governo daranno le regole giuste, da cui tutto dipende, già da giugno sono fiducioso che le cose si sistemeran­no».

Regole come il green pass proposto da Draghi?

«Guardi, ho una certa età e mi piace parlare o italiano o dialetto: diciamo carta verde. Comunque sì, è una buona proposta, fa parte di quei segnali positivi di cui parlavo prima. Fondamenta­le dare la possibilit­à di movimento anche al mercato estero, se le persone si muoveranno liberament­e tra Stati regioni dobbiamo essere ottimisti. Anche per la campagna di vaccinazio­ne che prosegue a pieno ritmo, io per primo sono già in attesa della seconda dose».

E il coprifuoco?

«Quello è un problema minore. L’unica cosa che non possiamo dare è la spiaggia al lago, dove non si rimane comunque fino alle 22, per tutto il resto molti alberghi sono attrezzati per dare internamen­te tutti i servizi possibili: bar, ristorante, centro benessere, animazione… poi ovvio che magari un giovane non ti rimane in hotel tutte le sere, ma le famiglie hanno meno questo problema».

È felice di vedere di nuovo l’albergo in attività?

«Certo. Era veramente una tristezza averlo vuoto e spento, è un piacere vedere di nuovo attivi e pronti il bar, il ristorante, le camere, il centro benessere, le piscine. Ho fatto l’albergator­e per tanti anni e ho maturato la convinzion­e che l’hotel sia il luogo per eccellenza dell’ospitalità, dove si viene accolti e ci si ristora mente e corpo. Anche il governo ha chiamato “ristori” gli aiuti economici, no? Perché lo scopo era anche tenere su il morale di una categoria in difficoltà. Anche i nostri collaborat­ori sono felici di tornare operativi. Siamo tutti dei pugili suonati da questa pandemia, appena si uscirà dallo stordiment­o ci sarà una gran voglia di vivere».

Alcuni suoi colleghi hanno problemi nel trovare manodopera, ne avete avuti?

«Non particolar­mente, abbiamo tutti stretto i denti dandoci fiducia a vicenda che si sarebbe ripartiti insieme e la cosa ha pagato. Sono stati mesi comunque difficili, la stagione è partita in ritardo rispetto al solito, sul Garda la stagione inizia a Pasqua, quindi un intero mese di lavoro è andato. Speriamo che la stagione possa proseguire fino a ottobre, non come l’anno scorso che si è lavorato solo da giugno ad agosto».

 Fiducioso Che bello vedere l’albergo in attività, sono già

arrivate tre famiglie da Lombardia, Veneto e Emilia Romagna dopo la riapertura tra regioni

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