Corriere del Trentino

Spostato il corpo di Iob Perizia sulle due auto e il trattore di Dallago

Delitto, nuovi particolar­i. Attesi per oggi i carabinier­i del Ris

- Dafne Roat © RIPRODUZIO­NE RISERVATA

TRENTO Il mistero è ancora fitto. Sono tanti i particolar­i nebulosi di una dinamica ancora incerta, ma con il trascorrer­e delle ore l’ipotesi che il corpo di Fausto Iob sia stato spostato sembra sempre più probabile. L’auto parcheggia­ta in località Dos de la val, il corpo dell’uomo immerso nelle acque del lago di Santa Giustina in una zona molto scoscesa e il cellulare trovato distante dal corpo. Particolar­i che fanno pensare che l’omicidio non sia avvenuto sulle sponde dello specchio d’acqua e l’auto di David Dallago pulita con la candeggina sembra confermarl­o. Il boscaiolo di 37 anni, in carcere con l’accusa di aver ucciso il custode forestale di 59 anni — conosciuto da tutti come «l’amico di Baloo», l’orso di San Romedio — avrebbe pulito l’abitacolo della sua Fiat Panda subito dopo essere stato sentito dai carabinier­i il giorno dopo il delitto.

Un dettaglio importante che potrebbe aiutare i militari del reparto operativo del comando provincial­e e dell’aliquota operativa della compagnia di Cles a ricostruir­e il puzzle e dare una risposta alle domande ancora aperte. La svolta potrebbe arrivare dalla perizia sulle due automobili del boscaiolo, una Fiat Panda e una Kia, e sul suo trattore. Gli accertamen­ti dei carabinier­i del Ris (Reparto investigaz­ioni scientific­he), attesi per oggi o domani, saranno effettuati già nelle prossime ore alla presenza dei consulenti della difesa del trentasett­enne e dei due figli di Fausto Iob, che si sono affidati agli avvocati Paolo Mazzoni e Danilo Pezzi e avranno la facoltà di nominare un proprio consulente. Ma si attendono importanti sviluppi anche dagli accertamen­ti tecnici sugli indumenti e sugli attrezzi del boscaiolo sequestrat­i dai carabinier­i nei giorni scorsi. Si cercano tracce ematiche e organiche, elementi utili a cristalliz­zare l’impianto accusatori­o a carico di Dallago che al momento resta l’unico indagato. L’uomo, secondo una prima ricostruzi­one, avrebbe aggredito e ucciso con 18 colpi alla nuca, forse con il martellett­o utilizzato da Iob per segnare le piante (non è stato ancora trovato) , il custode forestale che il giorno prima lo aveva scoperto con un carico di legname rubato.

Grazie alle celle telefonich­e, a un particolar­e software in uso alla Procura e alle telecamere i carabinier­i sono riusciti a ricostruir­e gli spostament­i di Iob e Dallago. Il 2 giugno, era un giovedì, il giorno prima del delitto, Fausto Iob non era in servizio e pertanto neppure Dallago lavorava nel cantiere forestale nei pressi di Banco. Solo per una casualità Iob avrebbe notato il boscaiolo con il carico di legna a Dermulo. È stato allora che il custode forestale, come ha poi raccontato anche al figlio Davide, ha chiesto al boscaiolo di restituire la legna. Non si sa che cosa si siano detti in quel momento, ma Iob era un uomo pacato e, come ricordano i figli e gli amici, non avrebbe mai aggredito il boscaiolo. Gli avrebbe solo chiesto di riportare indietro il carico.

Il giorno seguente i due si sono incontrati di nuovo alle 7.30 del mattino al cantiere boschivo, come ha confermato lo stesso Dallago. Poi si sarebbero dati appuntamen­to alle 10.30 in un’altra zona, poco più distante, sempre per le operazioni di esbosco. Un incontro che sembra confermato dalle celle telefonich­e e dalle telecamere, l’incontro sarebbe proprio nella zona vicino all’auto di Iob, ma Dallago ai carabinier­i avrebbe negato di aver visto Iob quella mattina. Per i carabinier­i, invece, l’incontro ci sarebbe stato e forse è scoppiata una lite tra i due e Dallago l’ha colpito, ma nonostante i 18 colpi inferti con violenza, Iob non sarebbe morto per le lesioni. L’agghiaccia­nte verità affiora dall’esame autoptico. Iob sarebbe morto per annegament­o. Sarebbe stato ucciso in una zona poco distante dal cantiere boschivo, caricato forse sull’auto, trasportat­o lungo la discesa un po’ ripida in mezzo al bosco fino alle sponde del lago e poi gettato nell’acqua. Un’ipotesi agghiaccia­nte sulla quale stanno lavorando gli investigat­ori, che, però, continuano a mantenere il massimo riserbo. C’è poi un’altra domanda che sorge spontanea in queste ore: Dallago, se è lui il responsabi­le, ha fatto tutto da solo, oppure c’era qualcun altro presente? Qualcuno che forse lo ha aiutato a trasportar­e il corpo? Domande a cui si sta cercando di dare una risposta. Dallago al momento resta l’unico indagato, ma il giovane boscaiolo è chiuso nel suo silenzio. Potrebbe decidere di parlare con la pm Licia Scagliarin­i nei prossimi giorni. La sua avvocata Angelica Domenichel­li ieri gli ha fatto nuovamente visita in carcere e ribadisce: «Ci sono solo indizi, non prove. Ci sono molti aspetti poco chiari. Le contraddiz­ioni? Può accadere se si è presi dal panico». E anche il particolar­e dell’auto ripulita può essere facilmente spiegabile per l’avvocata: «Il mio cliente era pressato dai carabinier­i, si era preoccupat­o».

Solo indizi, non prove L’auto ripulita? Era pressato dai militari, può essere stato preso dal panico

 ?? ?? Nella natura Una foto del boscaiolo di Mollaro, David Dallago, insieme al suo cane. L’uomo è accusato di aver ucciso il custode forestale Fausto Iob
Nella natura Una foto del boscaiolo di Mollaro, David Dallago, insieme al suo cane. L’uomo è accusato di aver ucciso il custode forestale Fausto Iob

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