Corriere del Trentino

Cuperlo, appello all’Europa «Ora l’Unione non retroceda: conflitti e odio vanno respinti»

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TRENTO «Rinascimen­to europeo. Il libro dell’Europa che siamo stati, che siamo e che dobbiamo diventare» è da poco in libreria, pubblicato da «ilSaggiato­re». L’autore è Gianni Cuperlo, triestino, già presidente del Pd e parlamenta­re, membro della direzione nazionale del partito e presidente designato della Fondazione Costituent­e che a breve sarà istituita dal segretario Ento rico Letta. Cuperlo sarà oggi a Trento, invitato dalla libreria «due punti», per un incontro alle Gallerie di Piedicaste­llo (alle 18), nel corso del quale, dopo l’introduzio­ne di Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione museo storico del Trentino, dialogherà con Caterina Moser della Fondazione Antonio Megalizzi e Marco Odorizzi della Fondazione trentina Alcide Degasperi.

Il titolo colpisce, «Rinascimen­to europeo». La pandemia non è finita, abbiamo la guerra alle porte, se non

in casa. Pare avere parecchia fiducia in un nuovo Rinascimen­to.

«È la storia del nostro continente che ce lo insegna. Negli anni Cinquanta, Jean Monnet, uno dei padri dell’Europa, disse, una sorta di profezia, che l’Europa si sarebbe fatta dalla somma delle sue crisi. Ed è andata così. I grandi passi avanti dell’unità europea si sono “consumati” in coincidenz­a con le fasi più acute di una crisi».

Su quali basi questo Rinascimen­to di cui lei scrive?

«Tutti dobbiamo assumerci una responsabi­lità, in primis i leader politici del continente. E cioè di non consentire che gli eventi, anche e soprattutt­o quelli più tragici, penso alla guerra in Ucraina, possano sciupare e dilapidare un patrimonio che abbiamo ereditato da chi è venuto prima di noi. Dopo due guerre mondiali, nella seconda metà del Novecento siamo cresciuti in un continente interament­e pacificato. Abbiamo la responsabi­lità, come classe dirigente, di consegnare a chi verrà dopo di noi un’Europa che non retroceda alla dimensione del conflitto e dell’odio tra nazioni e popoli».

Cita March Bloch secondo cui l’incomprens­ione del presente nasce dall’ignoranza dal passato.

«È decisament­e una frase che sintetizza parecchio la storia di questo nostro continente, dobbiamo tenerne conto. Tanto più in una fase di conflitcom­e quella che stiamo attraversa­ndo, la frase di Bloch ha da essere un memento per il presente».

Da dirigente politico del Pd, quale ruolo della sinistra in Europa auspica?

«Rimettere al centro le persone e i loro bisogni. Come sinistra, per troppo tempo sono stati compiuti due errori. Il primo, ritenere che il corso della Storia segnato dalla globalizza­zione, foriero di nuove diseguagli­anze, fosse obbligato, cercando di smussarne gli angoli. Il secondo, l’aver pensato che la dimensione del governo potesse riassumere il profilo e l’identità della sinistra. La “tempesta perfetta” pandemiacr­isi economica-guerra ci ha messo di fronte alla necessità di tornare ai fondamenta­li: la qualità della vita degli individui, affrontare i pericoli di immiserime­nto materiale ed educativo delle famiglie determinat­o anche da contratti di lavoro, quando ci sono, che non permettono di arrivare alla fine del mese. Dobbiamo ripartire da lì».

❞ L’Europa si farà dalla somma delle sue crisi, disse Monnet

Aveva ragione: i passi avanti si sono fatti nelle fasi più acute

Il governo tiene?

«Sì, certo, fino alla fine della legislatur­a. Come Pd è un impegno che ci siamo assunti. Siamo in un’economia di guerra, c’è l’emergenza climatica. È necessario un governo nella pienezza dei suoi poteri. Dopo, lavoreremo per un’alternativ­a alla destra, consideran­do chiusa la stagione dei governi di emergenza».

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Democratic­o Gianni Cuperlo è un dirigente del Pd e oggi sarà a Trento

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