Lu­xot­ti­ca in tilt per un gua­sto al si­ste­ma in­for­ma­ti­co

Pro­du­zio­ne ral­len­ta­ta in tut­ti e sei gli sta­bi­li­men­ti ita­lia­ni. «Col­pa dei ser­ver ester­ni»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - ECONOMIA - Mar­co de’ Fran­ce­sco

AGORDO (BEL­LU­NO) La buo­na no­ti­zia è che il problema è in via di ri­so­lu­zio­ne. Dai cor­ri­doi del­la Lu­xot­ti­ca, il gi­gan­te dell’eyewear, fan­no sa­pe­re che nei pri­mi gior­ni del­la pros­si­ma set­ti­ma­na la si­tua­zio­ne do­vreb­be tor­na­re nel­la com­ple­ta nor­ma­li­tà. D’al­tra par­te, sem­pre se­con­do le stes­se fon­ti, ne­gli sta­bi­li­men­ti – e la Lu­xot­ti­ca ne ha sei, in Ita­lia: Agordo, Cen­ce­ni­ghe e Se­di­co nel Bel­lu­ne­se; Pe­de­rob­ba nel Trevigiano; Ro­ve­re­to nel Tren­ti­no e Lau­ria­no dalle par­ti di Torino – l’at­ti­vi­tà non si è mai ar­re­sta­ta del tut­to. Ma pro­ble­mi ce ne so­no sta­ti.

Il fat­to è che il si­ste­ma in­for­ma­ti­co è an­da­to in tilt. Una spe­cie di black out, si ren­de no­to, non cau­sa­to dai ser­ver in­ter­ni all’azien­da, ma da quel­li ester­ni. In pra­ti­ca, si sa­reb­be in­ter­rot­to il flus­so di da­ti tra la tec­no­lo­gia dell’in­for­ma­zio­ne dell’azien­da e gli ela­bo­ra­to­ri ester­ni, pre­su­mi­bil­men­te de­di­ca­ti all’analisi dei da­ti e al­la ge­stio­ne dei ser­vi­zi.

In azien­de mo­der­ne e di­gi­ta­liz­za­te, tan­tis­si­me at­ti­vi­tà so­no com­ple­ta­men­te au­to­ma­tiz­za­te. Cer­to un po’ l’ac­ca­du­to stu­pi­sce, per­ché Lu­xot­ti­ca non è una Pmi, ma una mul­ti­na­zio­na­le da 9,1 mi­liar­di di eu­ro di fat­tu­ra­to. È pre­sen­te in ol­tre 150 Pae­si nei cin­que con­ti­nen­ti, ed è la più gran­de pro­dut­tri­ce di len­ti e mon­ta­tu­re di occhiali a li­vel­lo glo­ba­le.

Non è chia­ro co­me sia po­tu­to ac­ca­de­re. Il problema si sa­reb­be ve­ri­fi­ca­to mer­co­le­dì. In­tan­to l’azien­da va avan­ti con la fu­sio­ne, quel­la an­nun­cia­ta a gen­na­io del 2017, e che ri­guar­da il grup­po fran­ce­se Es­si­lor, mul­ti­na­zio­na­le pro­dut­tri­ce di len­ti of­tal­mi­che. Nel­le in­ten­zio­ni del­le azien­de com­po­nen­ti, do­vreb­be dar­si vi­ta a una hol­ding ita­lo-fran­ce­se che as­su­me­rà il no­me di Es­si­lor Lu­xot­ti­ca, con se­de a Parigi e quo­ta­zio­ne pres­so le Borse di Parigi e Milano. Sem­pre dai cor­ri­doi dell’azien­da, si ren­de no­to che sta pro­ce­den­do l’iter au­to­riz­za­ti­vo: oc­cor­ro­no pla­cet di va­rio li­vel­lo. E Lu­xot­ti­ca, nel frat­tem­po, continua ad espan­der­si. Gior­ni fa ha re­so no­to di aver ac­qui­sta­to, con 140 mi­lio­ni di eu­ro, l’azien­da abruz­ze­se Bar­be­ri­ni, il più im­por­tan­te pro­dut­to­re al mon­do di len­ti da so­le in ve­tro ot­ti­co. Se­con­do Lu­xot­ti­ca, con que­sta ope­ra­zio­ne la so­cie­tà fon­da­ta da Leo­nar­do del Vec­chio ha con­so­li­da­to «la sua strategia di fo­ca­liz­za­zio­ne su po­li pro­dut­ti­vi di ec­cel­len­za e sul “ma­de in Italy”, raf­for­zan­do il pro­prio know-how».

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