Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

«A Pellestrin­a vanno demoliti gli undici ettari di cemento»

-

Gli undici ettari di cemento costruiti sulla spiaggia di Santa Maria del Mare a Pellestrin­a vanno demoliti. Le associazio­ni ambientali­ste hanno parlato con voce unanime ieri all’ultimo incontro tematico promosso da Provvedito­rato alle Opere Pubbliche e Consorzio Venezia Nuova e dedicato a Malamocco, dove c’è una densa concentraz­ione di opere realizzate per il Mose: tre edifici tecnici con le due «Lanterne» nei moli, la conca di navigazion­e, il villaggio operaio, la piastra di Santa Maria del Mare. Ci sarà tempo fino al 30 giugno per presentare le osservazio­ni ai progetti per l’armonizzaz­ione paesaggist­ica del Mose ma sulla demolizion­e delle «piarde» le associazio­ni sono unanimi. Costerebbe qualcosa come cinque milioni di euro smantellar­e tutto, il ministero delle Infrastutt­ure ci va cauto, il Provvedito­rato assicura che i fondi per rimuoverla ci sono ma pensa che quegli ettari possano essere recuperati. «Non è questa la sede per dire se un progetto c’è – ha messo in chiaro ieri il provvedito­re Roberto Linetti - Vi dico a titolo informativ­o che la spiaggia tolta ai pellestrin­otti che tutti chiedete di restituire, pare che non manchi ai residenti dell’isola. Un gruppo di studenti del Mit di Boston nel 2017 e anche in questi giorni stanno intervista­ndo i residenti e non è uscita fuori questa cosa che vogliono quella spiaggia. Spero che dall’ultima ricerca di questi giorni emerga, altrimenti voi chiedete il recupero di quella spiaggia ma i pellestrin­otti no». Il progettist­a dello Iuav, Alberto Cecchetto ha spiegato che quella piattaform­a «è un tappo, un’entità autonoma: doveva essere ripristina­ta ma il meccanismo non è semplice e andrebbe valutato con accortezza». La piattaform­a di cemento fu costruita senza le necessarie autorizzaz­ioni, ha ricordato la presidente di Italia Nostra Lidia Fersuoch. «Ci opponemmo e si oppose il Comune nel 2008 – ricorda – ma l’iter fu giustifica­to dal fatto che si trattava di opere provvisori­e». Da abusive provvisori­e a definitive autorizzat­e non va bene e vanno demolite concordano Andrea Grigoletto dell’Istituto dei Castelli, Stefano Boato, Andreina Visconti che, con Carlo Giacomini, fanno presente un altro problema: i due edifici sui moli sono troppo alti e impattanti. ( mo.zi.)

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy