Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

Christian racconta De Sica: «Ripercorro la mia vita»

Domani sera al teatro Filarmonic­o di Verona l’attore porta in scena episodi «dietro le quinte» della sua carriera alternando la narrazione con brani swing

- Peluso

«Quando avevo 22 anni, alla mia prima a Montecarlo, dietro le quinte mi tremavano le gambe. Josephine Baker mi diede un bicchiere d’acqua per cercare di tranquilli­zzarmi. Io entrai cantando e ballando un pezzo di cabaret e davanti a me c’erano mio padre e mia madre con i principi Grace Kelly e Ranieri III, a un altro tavolo c’era Rudolf Nureyev e in fondo Gene Kelly (di Un Americano a Parigi). L’esibizione andò bene, tanto che mio padre disse “adesso posso morire tranquillo perché lo sai fare”». A ricordare l’aneddoto è Christian De Sica, che domani alle 21 sarà al Teatro Filarmonic­o con lo spettacolo Christian racconta Christian De Sica organizzat­o da Veneto Spettacolo.

Il padre, Vittorio De Sica, sarebbe morto l’anno dopo, «pensa che fregatura – continua Christian - avrei voluto chiedergli delle cose in più, chissà quanti altri consigli avrebbe potuto darmi». Nonostante questo scherzo del destino, l’eredità genetica ha avuto il suo peso, ma ancor più lo studio serrato fatto sul campo, esibizione dopo prova, pellicola dopo festival, sketch dopo premio, che lo hanno consacrato alla multiforme carriera di attore, cantante, showman, conduttore e ballerino. E saranno proprio le tappe della sua vita il soggetto dello spettacolo, scritto a quattro mani da Raffaello Fusaro e da lui - nella triplice veste di autore, regista e protagonis­ta - e prodotto da Niccolò Petitto, mostrando un De Sica nei suoi ruoli più autentici: attraverso aneddoti del «dietro le quinte» e dettagli della vita di figlio, padre e marito. Un po’ come accade quando ci si guarda allo specchio, riflettend­o sulle origini di ogni ruga provocata da una risata, una preoccupaz­ione, un viaggio, un contratto.

Sebbene la sua produzione cinematogr­afica superi i cento titoli, a cui si aggiunge in coda l’ultimo Sono solo fanta

smi (il nono da regista), con Carlo Buccirosso, Gian Marco Tognazzi e Leo Gullotta, nelle sale da tre giorni, l’artista romano non rinuncia al teatro, suo grande amore. «Domani sera parlerò più della persona che dell’attore e sarà una serata tra amici – svela – Entrerò dalla platea: in genere i primi dieci minuti resto giù a salutare il pubblico per poi salire sul palco a cantare e raccontare, partendo da quello che ha scritto mio padre».

Ricorderà di quella volta in cui incontrò Wanda Osiris e del liceo con Carlo Verdone (che sarebbe diventato poi suo cognato), alternando i ricordi a pezzi swing. «Sul palco con me ci sarà Pino Strabioli, uomo di una cultura cinematogr­afica infinita» che farà da cerimonier­e allo show in un dialogo ritmato, spezzato solo da monologhi dai toni più intimistic­i, «e un’incredibil­e band diretta da Marco Tiso», mentre il maestro Riccardo Biseo sarà al pianoforte.

«Le canzoni sono il fil rouge di tutta la mia vita – confessa De Sica - attraverso questi brani racconto quello che mi è capitato. Per l’occasione, canterò i miei pezzi preferiti, che vanno da Sinatra a Luttazzi, fino alle canzoni napoletane». Ma quello che al camaleonti­co attore piace di più è il contatto con la gente: «A teatro la cosa più bella è proprio il rapporto con il pubblico. Io lascio sempre un po’ di luce in platea, perché se vedo che la gente si diverte, allungo anche lo spettacolo». Biglietti a partire da 42 euro.

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 ??  ?? Sul palco
Christian De Sica è accompagna­to dalla band di Marco Tiso, da Riccardo Biseo al piano e da Pino Strabioli
Sul palco Christian De Sica è accompagna­to dalla band di Marco Tiso, da Riccardo Biseo al piano e da Pino Strabioli

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