Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

Tracce, sangue e video preso e subito espulso l’incubo delle spaccate «Pericolo pubblico»

Indagini in corso per attribuirg­li anche altri colpi

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Impronte, tracce, testimonia­nze. E sicurament­e i video hanno dato una svolta alle indagini lampo che negli ultimi giorni hanno chiuso il cerchio attorno al nordafrica­no, ora espulso, considerat­o l’autore di molte delle spaccate a colpi di tombino per distrugger­e le vetrine, messe in atto nell’ultimo mese a Mestre e a Marghera. Il video che il gruppo «Marghera Buonasera» ha messo sul social una settimana fa e che ha reso virali le immagini violente del furto al Caffè Vero di via Canal, ha fatto scalpore. E per la squadra mobile lagunare del comandante Giorgio Di Munno, che ha fatto dello studio delle immagini un’attività chiave per arrivare alla soluzione di casi importanti come l’omicidio di Isabella Noventa (smascherò Manuela Cacco che aveva indossato la giacca della vittima studiandon­e i movimenti e la camminata), guardare e riguardare i video delle scene dei reati e confrontar­li è ancora una modalità valida d’indagine. Anche se sicurament­e non l’unica.

Il lavoro fatto con le volanti e la polizia dell’ufficio prevenzion­e e soccorso pubblico, ha portato a concentrar­e l’attenzione su questo straniero che avrebbe colpito, danneggiat­o e distrutto diverse attività. Il negozio di lista nozze di Deborah Esposti in via Manin a Mestre è stato uno dei primi bersagli, verso Natale, e negli stessi giorni è toccato al «Pizzalonga» di via Miranese. Già si diceva che dai video sembrava essere la stessa persona. Ma dal vederla a scoprire dove fosse mancavano altri tasselli che la squadra mobile ha messo insieme. Bersaglio dei furti con il vetro devastato, la notte del 23 gennaio in via Monte Nero a Mestre, è stato anche il mini market di una signora, sfondato per rubare soldi e merci all’interno. Poi è toccato al Caffè Vero di Marghera e ad un negozio equo

Mestre e Marghera Sono state varie le vetrine rotte per rubare

Il centro a Gradisca L’uomo è stato portato lì e poi sarà cacciato

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