Corriere del Veneto (Venezia e Mestre)

Va a calcetto e si schianta in auto muore studente di Ca’ Foscari

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Stava raggiungen­do gli amici per l’allenament­o di calcio del mercoledì sera, ma la sua auto, una Fiat 500 color panna, ha terminato bruscament­e la corsa contro un platano a bordo strada a Gorgo al Monticano. Dopo una notte di agonia all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, il cuore di Giovanni Colognese, 20 anni di Oderzo, si è fermato. Mercoledì sera quando i vigili del fuoco e il personale del Suem stavano cercando di estrarre il corpo di Giovanni dalle lamiere, una delle auto che si è fermata era di uno dei suoi amici: «Stavo solidale di via Paruta, laterale di via Cappuccina, sempre a fine gennaio. Non tutti e forse neppure la maggior parte dei crimini denunciati dai titolari è al momento attribuibi­le allo stesso indiziato: le indagini non sono finite. E ora l’uomo che già è stato espulso dall’Italia tornando a casa quando ho visto l’incidente — racconta Luca —. Ho riconosciu­ta subito l’auto e capito che era gravissimo». La notizia nel frattempo era arrivata ai compagni del calcetto. «Lo stavamo chiamando al telefono perché non era da lui arrivare in ritardo», racconta uno di loro. Nato a Pordenone ma residente a Fratta di Oderzo con i genitori e la sorella, il ventenne aveva frequentat­o elementari, medie e superiori all’Istituto Brandolini Rota di Oderzo dove insegna anche la madre. Iscritto all’università, aveva scelto Ca’ Foscari per il suo nuovo percorso di studi. Un ragazzo pieno di vita, con la passione per lo sport. (ni. ro.) con provvedime­nto del questore Gaetano Bonaccorso, perché considerat­o persona socialment­e pericolosa, si trova al centro per il rimpatrio di Gradisca d’Isonzo in Friuli Venezia Giulia: è sprovvisto dei documenti per rimanere nel Paese e non potrà tornare in queste condizioni.

L’accompagna­mento per sei mesi al cpr, reso possibile con il nullaosta della procura di Venezia, è stato l’ultimo tassello di un’operazione non consueta, che aveva l’obiettivo di trovare ogni soluzione possibile nella legalità per arrivare intanto a questa prima svolta in caso di spaccate in serie. La volontà è stata quella di dare una risposta veloce alla città preoccupat­a, facendo presto e prima di rischiare un’altra spaccata o un nuovo furto ai danni di qualcuno. Ieri sera nel frattempo tra Mestre e Marghera si è svolta una nuova operazione Alto impatto coordinata dalla questura veneziana, diretta dalle volanti e dall’ufficio prevenzion­e e soccorso pubblico, e partecipat­a da carabinier­i, finanza, polizia locale e reparto prevenzion­e crimine di Padova. ruolo a Marghera). Ha guidato i commissari­ati di Venezia (San Marco), Mestre, Marghera e Chioggia. «Un percorso impegnativ­o, tra alti e bassi, ma le difficoltà sono state mitigate dallo spirito di squadra. Io sono un calciatore – ha detto Zara salutando i colleghi all’Auditorium del commissari­ato di Marghera mercoledì – credo nel gruppo. Penso di essere stato un allenatore che ha cercato di ottenere il massimo grazie all’impegno di tutti». «Ti ringrazio – ha detto Bonaccorso a Zara – Ti aspetto quando vuoi in questa che rimane la tua casa, perché di essere poliziotti non si smette mai». Il simbolo della città, un leone in vetro, gli è stato donato in segno di riconoscim­ento per i tanti anni dedicati all’ordine pubblico. Di animo gentile, sempre gioviale, disponibil­e e aperto al dialogo, a Marghera il dirigente ha accompagna­to la città nel periodo «caldo» della dismission­e di migliaia di operai dagli impianti, negli anni ‘90. A Chioggia invece, mentre gruppi rivali di pescatori regolavano i conti a colpi di coltello anche davanti al commissari­ato, ha dovuto riportare un clima di distension­e. Da dirigente dell’Anticrimin­e Zara ha intessuto rapporti con le associazio­ni antiviolen­za che poi si sono consolidat­i in relazioni stabili di collaboraz­ione con la polizia (è diventato anche membro dell’osservator­io regionale per l’assistenza alle vittime di violenza). Al commissari­ato di Mestre la sua propension­e a gestire l’ordine pubblico, nella lotta allo spaccio, gli è valsa il premio «Legalità e sicurezza» della Regione Veneto. (a. ga.)

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