«Vi rac­con­to Gio­van­ni, mio fra­tel­lo su­pe­re­roe con un cro­mo­so­ma in più»

Gia­co­mo Maz­za­riol, 19 an­ni di Tre­vi­so e la sto­ria del bam­bi­no con un cro­mo­so­ma in più

Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano) - - Da Pri­ma Pa­gi­na - di Fran­ce­sca Vi­sen­tin

Un li­bro che è pia­ciu­to an­che a Mat­teo Ren­zi, che l’ha con­si­glia­to su Twit­ter. «Mio fra­tel­lo rin­cor­re i di­no­sau­ri», di Gia­co­mo Maz­za­riol, 19en­ne di Ca­stel­fran­co, rac­con­ta la sto­ria del fra­tel­lo Gio­van­ni, na­to con un cro­mo­so­ma in più e con la straor­di­na­ria ca­pa­ci­tà di cam­bia­re (in me­glio) la vi­ta di tut­ti quel­li che in­cro­cia

Un li­bro che ha con­qui­sta­to an­che il pre­mier Mat­teo Ren­zi,l et­to­re d’ec­ce­zio­ne di Mio fra­tel­lo rin­cor­re i di­no­sau­ri, del tre­vi­gia­no Gia­co­mo Maz­za­riol. Un ro­man­zo che ap­pe­na usci­to ha già spic­ca­to il vo­lo.

«Ognu­no è un ge­nio. Ma se si giu­di­ca un pe­sce dal­la sua abi­li­tà di ar­ram­pi­car­si su­gli al­be­ri, pas­se­rà tut­ta la vi­ta a cre­der­si stu­pi­do». E’ la fra­se di Al­bert Ein­stein scel­ta per la pri­ma pa­gi­na. La sto­ria che c ’è den­tro, poi, chia­ri­sce sen­za om­bra di dub­bio il mi­ra­co­lo dei «su­per­po­te­ri», che so­lo le per­so­ne ve­ra­men­te spe­cia­li rie­sco­no ad ave­re. Mio fra­tel­lo rin­cor­re i di­no

sau­ri (Ei­nau­di edi­to­re, 174 pa­gi­ne, 16,50 eu­ro) ope­ra pri­ma di Gia­co­mo Maz­za­riol, 19en­ne di Ca­stel­fran­co Ve­ne­to, rac­con­ta la sto­ria di Gio­van­ni, suo fra­tel­lo, na­to con un cro­mo­so­ma in più e con la straor­di­na­ria ca­pa­ci­tà di cam­bia­re (in me­glio) la vi­ta di tut­ti quel­li che in­cro­cia.

Gio­van­ni e Gia­co­mo so­no già fa­mo­si per il vi­deo che un an­no fa ha spo­po­la­to suYo uTu­be ed è di­ven­ta­to vi­ra­le, com­muo­ven­do il web,The

Sim­ple In­ter­view. «Ogni per­so­na è uni­ca. Chi è un Do­wn? Non lo so, ma pos­so dir­vi chi è mio fra­tel­lo Gio­van­ni», co­sì Gia­co­mo pre­sen­ta­va nel vi­deo il suo fra­tel­li­no, in­ter­vi­stan­do­lo co­me se fos­se un col­lo­quio di la­vo­ro. Do­po il suc­ces­so del vi­deo, ades­so il li­bro. La sco­per­ta (re­ci­pro­ca) di due fra­tel­li, ognu­no a suo mo­do spe­cia­le. Gia­co­mo, che a 5 an­ni e con due so­rel­le de­si­de­ra­va più di ogni al­tra co­sa un fra­tel­lo ma­schio. E Gio­van­ni, ar­ri­va­to con il suo cro­mo­so­ma in più a riem­pi­re di gio­ia e ca­lo­re la fa­mi­glia. Ma per un bam­bi­no che si aspet­ta­va un fra­tel­li­no su­pe­re­roe non è fa­ci­le ac­cet­ta­re quel bim­bo spe­cia­le, di cui con il pas­sa­re de­gli an­ni ar­ri­va an­che a ver­go­gnar­si. Fi­no ad ac­cor­ger­si, gior­no do­po gior­no, che in­ve­ce Gia­co­mo è dav­ve­ro un su­pe­re­roe.

Una sto­ria scrit­ta con fre- schez­za, di­ver­te, fa pian­ge­re e ri­flet­te­re.

Pro­ta­go­ni­sta è Gio­van­ni, che rie­sce sem­pre a sor­pren­de­re tut­ti. Gio­van­ni che ha 13 an­ni e un sor­ri­so più lar­go dei suoi oc­chia­li. Che ama i di­no­sau­ri e il ros­so. Che va al ci­ne­ma con una sua com­pa­gna, tor­na a ca­sa e an­nun­cia: «Mi so­no spo­sa­to».

Ma in que­sta sto­ria è pro­ta­go­ni­sta an­che Gia­co­mo, le sue emo­zio­ni, l’amo­re vi­sce­ra­le per il fra­tel­lo, poi la ver­go­gna, i sen­si di col­pa per­ché vor­reb­be na­scon­der­lo agli ami­ci e al suo mon­do di ado­le­scen­te, il do­lo­re per non riu­sci­re a pro­teg­ger­lo, la rab­bia e il ri­fiu­to che a trat­ti l’ha at­ta­na­glia­to nei con­fron­ti di quel fra­tel­li­no con gli oc­chi da ci­ne­se. No­no­stan­te l a me­ra­vi­gli osa f a mi­gli a Maz­za­riol a fa­re da scu­do, ni­do e pa­ra­ur­ti, non è fa­ci­le per un bam­bi­no vi­ve­re la di­ver­si­tà di un fra­tel­lo all’in­ter­no di una so­cie­tà che, nel­la mag­gior par­te dei ca­si, i su­pe­re­roi non li ca­pi­sce. Un li­bro au­ten­ti­co, che usa il lin­guag­gio fran­co di un’ado­le­scen­te per in­tra­pren­de­re un viag­gio emo­zio­nan­te tra amo­re, pau­ra, re­la­zio­ni fa­mi­glia­ri, sco­per­ta. «Gio­van­ni è il mio com­pli­ce, la­vo­ria­mo in­sie­me, mi ha aiu­ta­to a scri­ve­re que­sto li­bro - spie­ga Gia­co­mo Maz­za­riol- , mi ha mes­so lui da­van­ti i ri­cor­di e la no­stra vi­ta in­sie­me. Io li ho rac­con­ta­ti. Poi vab­bè, quand’ero al com­pu­ter mi di­strae­va an­che... La mia è una sto­ria fe­li­ce, il con­flit­to ado­le­scen­zia­le che ho avu­to è sta­to più per la dif­fi­col­tà di ac­cet­ta­re se’ stes­si e cio’ che ci­sta at­tor­no che tut­ti han­no a quell’età. Scri­ve­re mi ha aiu­ta­to a fa­re lu­ce sui miei sen­ti­men­ti, an­che se non pen­sa­vo di ave­re co­sì tan­to da di­re su que­sto ar­go­men­to...»

Un ro­man­zo di for­ma­zio­ne da cui, al­la fi­ne, esco­no for­ma­ti an­che i let­to­ri.

Ci so­no vo­lu­ti 12 an­ni per­ché Gia­co­mo im­pa­ras­se a ve­de­re dav­ve­ro suo fra­tel­lo, a en­tra­re nel suo mon­do. E la­scia­re che gli cam­bias­se la vi­ta. Ades­so è riu­sci­to a rac­con­tar­lo. E que­sto li­bro cam­bie­rà la vi­ta un po’ a tut­ti.

Co­per­ti­na Il li­bro di Gia­co­mo Maz­za­riol

La sto­ria Gio­van­ni e Gia­co­mo Maz­za­riol , fra­tel­li di Ca­stel­fran­co Ve­ne­to. Già fa­mo­si per il vi­deo vi­ra­le «The Sim­ple In­ter­view»

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