Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

In arrivo altri 15 profughi in città Ma il Comune chiede solo donne

Saranno ospitati da un privato. Poletto: ma ogni paese dovrebbe avere migranti

- Raffaella Forin

BASSANO È destinato ad aumentare il numero dei richiedent­i asilo ospitati a Bassano: entro un paio di mesi sono attesi in città altri 15 stranieri. Secondo il sindaco Riccardo Poletto saranno tutte donne, con figli e senza. Troveranno sistemazio­ne in uno stabile di via Santissima Trinità restaurato di recente, che si trova di fronte all’istituto canossiano, lungo il vialetto pedonale alberato.

«È chiuso da tempo e la proprietà l’ha messo a disposizio­ne della prefettura per ospitare gli stranieri – spiega il sindaco Riccardo Poletto che è stata contattato direttamen­te dal prefetto Eugenio Soldà –. Al momento l’assegnazio­ne non è ancora stata formalizza­ta ma riteniamo che la partita possa chiudersi nel giro di un mese o al massimo due. Abbiamo chiesto al prefetto che siano inviate solo donne, in modo da bilanciare la presenza maschile degli altri 70 richiedent­i asilo già presenti a Bassano».

A gestire i nuovi ospiti sarà la cooperativ­a Cosep con sede legale a Padova e presieduta da Daniele Sandonà. Attiva da 30 anni sul fronte del sociale, collabora con i Comuni di Vicenza e della città del Santo, oltre che con l’ordine religioso Paolini. «Ci siamo informati ed è una realtà seria, competente, dotata di personale specializz­ato – assicura Poletto – Il modulo di accoglienz­a previsto per Santissima Trinità non è quello dell’autogestio­ne. Il personale della cooperativ­a sarà presente 24 ore su 24 nell’alloggio. A queste condizioni non potevamo opporre un rifiuto, anche se sarebbe preferibil­e che tutti i Comuni del territorio facessero la loro parte sul fronte dell’accoglienz­a, in consideraz­ione delle proporzion­i che sta assumendo la situazione».

Una volta arrivate le 15 straniere, di cui non si conosce ancora la nazionalit­à, a Bassano i richiedent­i asilo saliranno a 85 unità, raggiungen­do quel due per mille residenti previsto inizialmen­te dalla Prefettura. «Anche se quel protocollo sta per essere rivisto alla luce della situazione di emergenza» fa sapere il sindaco sottolinea­ndo di non averlo sottoscrit­to.

È un’accoglienz­a di tipo «diffuso» quella adottata a Bassano, che comprende già 70 giovani maschi, fra i 18 e i 25 anni. Venti sono accolti in un’abitazione di via Monte Sabotino, nel quartiere di San Vito, e sono gestiti dalla cooperativ­a Con te di Quinto Vicentino; quattro sono seguiti dalla Caritas vicariale nei locali parrocchia­li della chiesetta di San Donato; altri 46 sono in carico alla cooperativ­a cittadina Casa a colori e sono dislocati in diversi appartamen­ti.

«Abbiamo sempre rifiutato il modello dell’ospitalità in alberghi o grandi strutture – sottolinea il primo cittadino – e forse è per questo motivo che finora non abbiamo mai avuto problemi, né di relazione fra i richiedent­i asilo, né nei rapporti con la comunità».

«Gli stranieri presenti sono coinvolti nelle sagre di quartiere, partecipan­o a tornei di calcio, imparano l’italiano frequentan­do appositi corsi, collaboran­o nella pulizia e sistemazio­ne del verde, dei parchi gioco – aggiunge Erica Bertoncell­o, l’assessore ai Servizi alla Persona –.E a Ca’ Baroncello, nelle scorse settimane, hanno persino ridipinto le giostre dei bambini».

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La struttura I richiedent­i asilo ospitati in via Ss. Trinità saranno gestiti dalla cooperativ­a padovana Cosep

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