Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano)

Venezia, rinasce l’Authority: si occuperà (anche) del Mose

Il consiglio dei ministri sancisce l’avvio del nuovo ente con poteri sulla salvaguard­ia di laguna e centro storico

- Alberto Zorzi

Lo stallo da quel decreto

VENEZIA Agosto che l’aveva fondata nell’estate 2020, in piena emergenza Covid, è durato quasi due anni. Ma ora l’«Autorità per la laguna di Venezia – Nuovo Magistrato alle Acque» rinasce, grazie a un piccolo lifting, che da un lato affida più potere nella scelta del presidente alla Città metropolit­ana, ma dall’altro «sacrifica» la Regione Veneto (che infatti non commenta). Ieri il consiglio dei ministri ha varato il decreto legge infrastrut­ture, in cui trova spazio anche un articolo su Venezia e in particolar­e sul nuovo ente che si occuperà non solo della gestione e manutenzio­ne del Mose, ma della salvaguard­ia dell’intera laguna e del centro storico, finalmente riportando a un unico soggetto le competenze oggi polverizza­te tra Comune, Regione, Stato, Autorità di sistema portuale, Capitaneri­a. Quello che una volta era lo storico «Magistrato alle Acque» della Serenissim­a, nome cancellato dal governo Renzi dopo lo scandalo del 2014 e che ora tornerà anche come suggestion­e.

A bloccare l’Autorità era stata l’accusa del sindaco Luigi Brugnaro, supportata a Palazzo Chigi dal ministro della Pubblica amministra­zione Renato Brunetta, che il nuovo ente fosse uno «scippo» di Roma. L’obiettivo era quello di cambiare radicalmen­te l’impostazio­ne, dando il ruolo centrale agli enti locali. Palazzo Chigi ha resistito e confermato che il timone resta allo Stato, ma l’emendament­o approvato soddisfa il territorio: prima infatti il vertice dell’ente veniva nominato dal presidente del Consiglio su proposta dei colleghi di Infrastrut­ture e Transizion­e ecologica, «sentiti» il Comune di Venezia e la Regione Veneto; ora invece diventa «d’intesa con il sindaco della Città metropolit­ana di Venezia». La trattativa ha però portato alla sparizione di Palazzo Balbi, perché da Roma è arrivato chiaro l’input che il governo non poteva rischiare di trovarsi «in minoranza» rispetto ai due enti. Questi ultimi saranno anche «sentiti» (passaggio che prima non c’era) nell’approvazio­ne dello statuto.

« La scelta determinan­te per superare le criticità che ne avevano provocato l’impasse è stata quella di coinvolger­e direttamen­te la città nella nomina del presidente - dice Brunetta - Venezia potrà contare su uno strumento efficiente non solo per la gestione del Mose, ma più in generale per la salvaguard­ia della città e della laguna e per il mantenimen­to del regime idraulico lagunare». «Con le disposizio­ni del decreto-legge, sarà possibile rendere operativa l’Autorità», assicura il ministro delle Infrastrut­ture Enrico Giovannini, anche se – come ricorda il collega Federico D’Incà – ora bisogna accelerare sulla nomina. «L’obiettivo è proseguire sulla strada di una forte discontinu­ità rispetto al passato, attraverso un’efficiente gestione del Mose - sottolinea - Il presidente deve essere, senza alcun dubbio, una personalit­à di spiccata competenza, trasparenz­a e moralità, ben lontano da tutti gli ambienti del passato».

«Si tratta di un cambio di passo nella salvaguard­ia della città e della laguna che adesso trova concretezz­a», commenta Andrea Martella, segretario regionale del Pd, ma soprattutt­o l’uomo che da sottosegre­tario di Palazzo Chigi è stato il principale «padre» dell’ente. «Una buona notizia, risul t a to di un l a voro di squadra - dice soddisfatt­o Brugnaro - Venezia diventa protagonis­ta delle decisioni che la riguardano. Grazie soprattutt­o a Renato: con il tuo sostegno siamo riusciti anche ad aggiustare alcune questioni tecniche che faranno sì che questa Autorità funzioni in modo più puntuale».

Il sindaco

Brugnaro «Saremo protagonis­ti delle scelte che ci toccano da vicino»

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Le paratie L’Autorità per la laguna di Venezia è l’ente che si occuperà anche della manutenzio­ne e della gestione del Mose, l’opera ideata per salvare Venezia dall’Acqua alta

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